Non è più tempo di metafore

Il momento tanto aspettato è finalmente giunto. Il governo Berlusconi ha messo le carte in tavola. Ha definitivamente dimostrato con l’azione legislativa che contraddistingue la politica dalle chiacchiere, qual è la sua idea di stato. La giustizia non è prerogativa dello stato, non è ciò che spetta al cittadino in quanto membro di uno stato di diritto. La giustizia, per il governo Berlusconi, è un potere da amministrare con lo stato di polizia, con il controllo dell’informazione, con l’ignoranza e la paura. Dopo i tagli alle procure, dopo leggi e provvedimenti che limitano l’azione penale, arriva una legge che in un’epoca tecnologica come questa, elimina uno strumento fondamentale per l’accertamento delle responsabilità. Questa legge sulle intercettazioni è come una legge sull’inseguimento: se un uomo scappa davanti alla polizia, la polizia non può inseguirlo, non ci sono gravi indizi di colpevolezza. Scappa perché gli scappa. C’è un posto di blocco? Qualcuno lo forza? Significa che c’è la partita…
Se qualcuno aveva dubbi sulla differenza tra destra e sinistra, sui cosiddetti favori alla mafia di tanti governi, sulla deriva autoritaria, sulla mancanza di trasparenza e sulla volontà liberticida, credo che questo provvedimento debba spazzarli via.
Quando non c’è più giustizia, è tempo per l’autorità. E l’autorità in un regime democratico praticamente oligarchico, significa il potere della forza. La forza dispiega la violenza, annulla l’opinione, l’intelligenza, lo spazio vitale del confronto, la vita come dispiegamento della socialità.
Non è un paese per giovani. I vecchi depongono fiori sulla tomba delle idee. Vanno ai funerali dei non-allineati. La loro famiglia allargata sta premendo contro il cerchio che si fa sempre più stretto. Quando non c’è spazio, quando tutte le soluzioni razionali sono state escluse, rimane soltanto l’osmosi. Non è più tempo di metafore. Questo governo, questo paese, hanno deciso di concentrarsi, di accumulare in un piccolo spazio qualcosa di troppo grande. Questo qualcosa sta per riversarsi fuori, per riportare in equilibrio una soluzione troppo satura. Che questi oligarchi lo sappiano oppure no, che lo intuiscano oppure no, a noi non importa. Abbiamo lavorato per la pace, ma non ci hanno dato ascolto. E’ ora di rivoluzione.

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