ci sono un greco, un romano e un italiano…

L’Italia di oggi è come l’Impero Romano durante la conquista dei territori ellenistici. La scienza, il metodo sperimentale e una certa idea della vita attiva avevano già iniziato il loro meraviglioso sviluppo ad Alessandria d’Egitto, i cui abitanti e soprattuto i Re, avevano compreso l’importanza del fare per avere
Si può far notare: la supremazia scientifica degli Elleni, dei Greci, di Archimede a Siracusa, non li ha salvati dalla conquista. E’ proprio così. Archimede è riuscito a proteggere Siracusa per qualche anno, poi la città ha ceduto alla forza. A mio parere è proprio un fatto indicativo dello stimolo alla pace, alla convivenza (vedi la multiculturalità dell’Alessandria dei Tolomei, l’interreligiosità, soprattutto) che il loro modo di pensare e di vivere aveva messo in atto*. 
I Romani hanno cancellato tutto questo. Non è vero che hanno bruciato la Biblioteca (ci penseranno i cristiani, come sempre), ma è vero che sono stati i veri Barbari per i Greci, barbari nel senso di oggi, come chiamiamo coloro che invadono e contaminano una civiltà senza nemmeno chiedersi se convenga anche a loro farlo. Lo fanno e basta. 
E la supremazia militare e giuridica ha salvato i Romani dai loro Barbari? Affatto. Ognuno ha i propri e ognuno ha i propri discendenti, nel bene e nel male.
Gli Italiani hanno cercato in tutti i modi di recuperare la supremazia romana in campo militare, ma era impresa improponibile, visti gli altri popoli e gli altri stati intorno. Si sono fatti conquistare, sedurre e invadare. Invece di cancellarsi, il carattere Romano del consumo e del piacere a spese altrui si è andato acutizzando e perfezionando anche grazie all’ideologia cristiana. 
Il successo degli Stati Uniti è dovuto alla coniugazione delle virtù romane con le virtù ellene. Esportazione di tecnologia e cultura con la capacità militare. Qui il discorso marxista potrebbe inserirsi benissimo, ma a me interessa questo popolo strano e sfortunato che da italico ormai si fa chiamare italiano.
*vedi La rivoluzione dimenticata, Lucio Russo, Feltrinelli
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