il valore e il costo

Christoph Ransmayr
Da che Marx è al mondo il valore di qualcosa non è mai più stato il suo costo. Di solito il costo supera il valore, ci si accontenta di pensare che la spesa sostenuta è valsa la pena dell’oggetto comprato, ma sappiamo bene che non è così. Alle volte capita l’esatto contrario e sento di trovarmi di fronte alla bellezza. Ho comprato tre capolavori tre, per soli cinque euro. Ho comprato Antiche sere nell’edizione italiana di cui ho parlato in un altro post, il famigerato Q., che non ho mai avuto occasione di leggere e Il mondo estremo di Christoph Ransmayr, un autore non troppo conosciuto, ma straordinario. Tre capolavori che non mi sono sentito di lasciare lì, in quelli scaffali di offerte a due euro. 
All’inizio ho pensato che era scandaloso trovare quei libri in quella sezione. Il mondo estremo dovreste leggerlo, ha una potenza senza confronti. Antiche sere è semplicemente un capolavoro. Q non l’ho letto, ma mi piace. Insomma, mi sono domandato: qual è il senso della giustizia di questo strano tribunale da libreria se a certi libri non viene riconosciuto il giusto valore? Solo in quel momento mi sono ricordato che il valore di un libro non è dato dal suo costo. E allora li ho comprati, a quel piccolo costo per il loro grande valore.
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