Pezzi di carta

Sto per laurearmi in Scienze Filosofiche. Sto compilando il modulo on-line dell’Università di Bologna. Il sistema valuta i miei requisiti (tasse pagate, esami sostenuti, ecc.) e mi fa andare avanti. Controllo i miei recapiti e clicco su ‘Procedi’. Seleziono l’appello di laurea che mi interessa. Inserisco il nome del mio relatore. Inserisco il titolo della tesi e clicco ‘Procedi’. Il sistema mi informa:
E a me mi par di cadere dalle nuvole pensando di non aver mai “precedentemente concordato” lo svolgimento della tesi con chicchessia se non con il mio relatore. Cosa posso fare? Non posso andare avanti, il campo è obbligatorio. Non è un esempio di stupidità italiana? Non solo l’Università di Bologna ha informatizzato la procedura, ma l’ha resa isterica. In questa fottuta fretta di digitalizzare ogni cosa e di renderla più accessibile e veloce si sono dimenticati di eliminare la stupidità burocratica, ma non si sono dimenticati di aumentare le tasse. Fino all’anno scorso la tassa di laurea era di 65€. Oggi è di 115€. 50 euro in più senza un vero servizio. Senza sapere cosa facciano veramente gli studenti e i professori, i quali sapendo che la tesi non la leggerà nessuno ti danno tempo di scriverla fino al giorno prima della discussione. Cui prodest? Devo davvero prendermelo questo pezzo di carta?
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