Motto di spirito punk

I COSI – gruppo moderno anni ’60
Accadde una sera durante un concerto di musica originale anni ’60 al Beat Cafè di San Salvo Marina. Il gruppo sul palco ci racconta con parole nuove e stilemi vecchi di mezzo secolo che lo spirito di un’epoca non è morto e sepolto, ma ha attraversato indenne tre generazioni e può vantarsi di avere ancora qualcosa da dire. L’operazione è a dir poco rischiosa, poichè non è facile portare cover di Celentano, Adamo et similia e poi cantare le proprie canzoni che li echeggiano senza sembrare triti e ritriti. Mi divertono. C’è ancora chi porta in giro blues e chi jazz. Non si può dire che siano invecchiati. Sono classici. La canzone italiana anni ’60 (con cui si è espresso anche Paul Anka, coverato anche lui) è qualcosa che abbiamo nel sangue e scorre nelle vene come un rigenerante. 
Il mio amico e poeta punk Raffaele D.G. non è d’accordo. Proviamo a dare dei voti. Per lui sono addirittura inclassificabili. Siccome è punk non si risparmia: “Fanno cacare” dice sorseggiando un rhum. La prima cosa che mi viene in mente è rispondere con un elegante dimostrazione logica di stampo hegeliano dimenticando che è solo un metodo giustificazionista che non riesce a cogliere il pulsante cuore della realtà.
“Se non ci fosse stata questa musica il punk non ci sarebbe stato” dico convinto della verità della cosa. 
“Se non ci fosse stato il punk avremmo ancora questa musica” risponde il poeta. 
L’ho sempre detto che bisogna pensarci bene, prima di parlare.  
Chapeau.
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