Nel nome del padre, del figlio e della raccolta differenziata

umido

Mangia!
– Non mi piace!
Come fai a dire che non ti piace se non l’hai nemmeno assaggiata?
– Lo so e basta. Il suo profumo mi dice che non mi farebbe bene: per esempio potrei avere un’intolleranza alimentare che ancora non si è scatenata nel mio organismo per via dei fattori di crescita o perché non ho fatto ancora lo sviluppo, ma potrebbe darsi (e studi clinici, esperimenti con il sistema doppio cieco lo hanno stabilito) che il mio istinto – ovvero l’insieme dei miei sensi – sappia già la risposta del mio organismo a questo alimento ed è questa la ragione per cui non voglio mangiarlo, anche se a questo livello di consapevolezza è chiaro che posso soltanto rifiutarmi.
(Il padre guarda il figlio con un misto di rispetto e di rabbia)
Mangia e zitto. Ti rendi conto che in Africa ci sono dei bambini poveri che una roba del genere se la sognano e ogni giorno ne muoiono di fame a migliaia e migliaia?
– In Africa le persone muoiono perché l’Occidente le ha sfruttate per secoli, instaurato lo schiavismo e in seguito depredato le materie prime del continente nero imponendo protettorati e insediando colonie. Dopo la Seconda Guerra Mondiale e le dichiarazioni di indipendenza e la formazione di Stati secondo l’idea occidentale di democrazia, l’Occidente ha orchestrato regimi fantoccio per poter controllare le risorse e avere una ricaduta positiva sui propri mercati dove le stesse, lavorate e riconvertite con manodopera a basso costo, vengono rivendute ottenendone un plusvalore talmente alto da permettere alle multinazionali di influenzare le stesse politiche cosiddette liberali dei paesi sviluppati. Multinazionali che mutatis mutandis sono anche produttrici degli stessi intrugli che ci propinate ogni giorno ignorando frutta e verdura a chilometro zero o la carne di animali che non vengono sottoposti a vere e proprie torture chimiche e fisiche (se proprio non ce la fate a diventare vegetariani) e ignorate altresì tutta la merce equo-solidale che viene prodotta e vendute senza intermediazioni dalle popolazioni locali dei paesi sottosviluppati.
(il padre è quasi d’accordo, ma la zuppa si sta raffreddando)
Mi vorresti dire che preferisci che tutto questo “bendidio” vada sprecato?
– Non è affatto vero che rifiutandomi di mangiare venga sprecato questo “bendidio” (termine ormai in disuso utilizzato solo da persone vittime di banali superstizioni metafisiche le quali credono nella semplicistica spiegazione che l’origine del mondo e della vita sono dovute alla loro creazione dal nulla da parte di un essere soprannaturale. È risaputo e scientificamente provato che la vita sulla terra si è sviluppata probabilmente per caso e si è evoluta grazie alla selezione naturale). Nel nostro comune è in atto da alcuni anni la raccolta differenziata. La partizione definita “residuo umido” viene raccolta in appositi sacchetti di “mater-bi” (una plastica completamente biodegradabile che è stata sviluppata negli anni ottanta e soltanto da pochi anni, grazie alle insistenti campagne mediatiche di poche persone chiamate “ambientalisti” la politica ha in parte accolto le loro proposte e si è compresa la loro importanza per la salute umana e per la salvaguardia dell’ambiente di cui gli esseri umani fanno parte); grazie a questa plastica e all’accurata selezione dei rifiuti che tu, mamma, e i miei fratelli e sorelle fate ogni giorno, i sacchetti possono essere inseriti nel gassificatore fuori città, un deposito in cui il cosiddetto compostabile si degrada fino alla completa decomposizione. Questo processo genera gas. Il gas prodotto viene opportunamente selezionato, addizionato di mercaptano e poi reintrodotto nella rete cittadina. È per questo che da qualche semestre ti sembra di pagare meno il riscaldamento. Non lo stai pagando meno, costa di meno grazie alla raccolta differenziata. Dunque, anche se buttiamo questo cibo, che tu definisci “bendidio”, alla fine ci tornerà indietro in forma di gas (una parola che deriva dal greco caos, disordine e che invece la polizia utilizza per mantenere l’ordine, non è strano?). Come puoi vedere non c’è niente di male a non mangiare la zuppa. Grazie lo stesso, io ho finito.
(il padre guarda il figlio come se fosse un alieno)
ma hai nove anni, com’è possibile che sai tutte queste cose: alla tua età non puoi giocare alla playstation e basta?
– non solo in questa città esiste una biblioteca, ma ogni mese paghi una connessione ad internet che è molto comoda per scaricare quelle guide che ti piacciono tanto sulla biomeccanica delle interconnessioni umane e altre amenità, ma ogni tanto si trovano anche quelle informazioni che superano il semplice interesse materiale e sessuale e possono influire positivamente sulla crescita intellettuale dei più giovani così come dei più anziani.
(il padre si guarda intorno sperando che la moglie non abbia intuito l’uso disinvolto che il figlio fa degli eufemismi e pensa che dovrà far finta di inserire il filtro parenti nel computer di famiglia)
Ma da dove è uscito questo qua? (domanda alla moglie)
– dal momento che lo chiedi è certo al 75% che non sono figlio tuo poiché tutti i miei fratelli  e sorelle non hanno gli occhi azzurri come te e mamma, invece io sì. gli occhi azzurri sono molto appetibili sessualmente non semplicemente perché sono belli, ma soprattutto perché fin dall’antichità si era capito che fossero un carattere recessivo, ovvero era facilmente intuibile che a seconda di chi avesse gli occhi azzurri tra i genitori, se i figli ce l’avevano oppure no, si poteva affermare se la madre fosse stata con un altro.
(il padre sviene)
– non siete stati voi a volere dei figli intelligenti e studiosi?

Annunci

2 risposte a “Nel nome del padre, del figlio e della raccolta differenziata

  1. La chiesa riconosce l’evoluzione della terra e della specie su base scientifica, la cosa però non preclude al fatto che tutto questo sia comunque voluto da una qualche forza divina.

    Il fatto di mangiare il piatto in nome dei bambini africani è una discussione avuta e risolta da ogni bambino a otto anni: non è che se non mangi muoiono i bambini in africa ma, per rispetto, buttare il cibo non è un gesto carino nei confronti di chi non ne ha.

    Il velato accenno al fatto che chiunque persona istruita si ritrova a ripudiare la religione è tanto stupida quanto anacronistica.

    • caro anonimo,
      le risposte sono già nell’articolo che evidentemente hai preso troppo sul serio (grazie) o non hai letto abbastanza bene. Qualora decidessi di palesarti ti risponderei con altri argomenti se non fossi soddisfatto da questa.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...