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Facebook cancella la pagina di Abbatto i Muri

Inaccettabile e censorio.

Al di là del Buco

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hanno chiuso la pagina di abbatto i muri, ovvero quella che ha ospitato migliaia di vostre storie, e mi hanno obbligata a fare “appello” che non è detto sarà accettato. se non lo accettano rimuoveranno definitivamente la pagina. la rimozione sarebbe dovuta alla pubblicazione di immagini di non so che tipo dato che non hanno ben specificato. la foto delle suore a bagno? oppure nudo? vorrei tanto sapere cosa intendono per nudo perché non ho pubblicato nulla del genere. per restare insieme iscrivetevi alla pagina “eretica”.

https://www.facebook.com/EreticaAbbattoiMuri/?fref=ts

fate girare questo intanto https://www.facebook.com/events/645410455624593/ con l’avvertenza che esiste una pagina fake di circa 200 iscritti che ora appare quando cerchi la vera pagina di Abbatto i Muri (con più di 114.000 partecipanti alla community)

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Lettera aperta della Pussy Riot Nadja dai nuovi gulag di Putin

Sinistra Anticapitalista

Pubblichiamo la lettera aperta di Nadezhda Tolokonnikova – una delle componenti delle Pussy Riot, il gruppo femminista, il cui intervento in una chiesa ortodossa contro la campagna di Putin si è «concluso» con una pesantissima condanna al campo nel 2012. Un’ampia solidarietà con lei – che ha iniziato uno sciopero della fame – deve diventare un elemento di sostegno ad una militante determinata di fronte al potere autocratico di Putin. Lei si iscrive nella tradizione più degna di coloro che resistevano nei campi staliniani. Non lotta per sé stessa, lotta per tutte e tutti coloro che subiscono condizioni d’incarcerazione assolutamente disumane e prigionie che risultavano da un arbitrario proprio degli ex funzionari del KGB, così come ai tempi del gulag. Nadezhda ha ripreso lo sciopero della fame lo scorso 18 ottobre, quando è tornata in carcere, trasferita in un’altra colonia penale, dopo il  ricovero ospedaliero che ha subito dopo la…

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Amanda Palmer e la tetta che scappa

Al di là del Buco

di Jinny Dalloway

Il tempo è adesso: come sovvertire il sessismo dei media con ironia e nudità autodeterminata

Per chi non la conosce, Amanda Palmer è una cantante, compositrice e performer americana: “la vera ragazza cattiva che Lady Gaga vorrebbe essere”. Incidentalmente, suo marito è Neil Gaiman, uno dei più apprezzati scrittori inglesi contemporanei.

Il 28 giugno scorso Amanda si è esibita al famoso festival annuale di Glastonbury, in Inghilterra. Viene fotografata mentre canta, con il reggiseno casualmente fuori posto che rivela un seno. Il tabloid inglese Daily Mail pubblica subito uno scoop con la fotografia “osé” titolando con un gioco di parole (“making a boob of herself”) che rimanda all’idea del “fare la figura di una scema” e insieme all’idea di “tetta” erotizzata. Il sottotitolo spiega che una “tetta” le è “scappata dal reggiseno” e l’articolo la descrive come “vittima di un imbarazzante errore nell’abbigliamento”. Senza…

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Pezzi di carta

Sto per laurearmi in Scienze Filosofiche. Sto compilando il modulo on-line dell’Università di Bologna. Il sistema valuta i miei requisiti (tasse pagate, esami sostenuti, ecc.) e mi fa andare avanti. Controllo i miei recapiti e clicco su ‘Procedi’. Seleziono l’appello di laurea che mi interessa. Inserisco il nome del mio relatore. Inserisco il titolo della tesi e clicco ‘Procedi’. Il sistema mi informa:
E a me mi par di cadere dalle nuvole pensando di non aver mai “precedentemente concordato” lo svolgimento della tesi con chicchessia se non con il mio relatore. Cosa posso fare? Non posso andare avanti, il campo è obbligatorio. Non è un esempio di stupidità italiana? Non solo l’Università di Bologna ha informatizzato la procedura, ma l’ha resa isterica. In questa fottuta fretta di digitalizzare ogni cosa e di renderla più accessibile e veloce si sono dimenticati di eliminare la stupidità burocratica, ma non si sono dimenticati di aumentare le tasse. Fino all’anno scorso la tassa di laurea era di 65€. Oggi è di 115€. 50 euro in più senza un vero servizio. Senza sapere cosa facciano veramente gli studenti e i professori, i quali sapendo che la tesi non la leggerà nessuno ti danno tempo di scriverla fino al giorno prima della discussione. Cui prodest? Devo davvero prendermelo questo pezzo di carta?

la dimostrazione

Gli studenti italiani hanno seri problemi con la matematica. C’è chi la butterebbe subito in politica. Io la butto subito in religione. Infatti i due insegnamenti, in questo paese bacchettone e retrogrado (statisticamente parlando) hanno molto in comune. 
La matematica che ci hanno insegnato nei licei, negli istituti superiori ecc., infatti, non è altro che un insieme di applicazioni di teoremi e postulati con i quali si possono creare esercizi, quindi ci insegnano le regole per risolverli e tutti siamo contenti. Questo approccio è certamente utile, ma la risoluzione degli esercizi è basata su un atto di fede. La grande forza e il profondo significato della matematica non viene insegnato agli studenti. Questo grande vuoto è la dimostrazione
La dimostrazione dei teoremi è il più grande risultato della storia del pensiero umano. E naturalmente viene escluso da tutti i corsi di matematica delle superiori. Il motivo è che le dimostrazioni sono difficili. Come se non avessimo mai avuto un prof o una prof incapace di risolvere esercizi, figuriamoci spiegare una dimostrazione. Ma il problema non è soltanto spiegare una dimostrazione, il punto è che senza le dimostrazioni uno studente è portato a pensare alla matematica come ad un miracolo, a credere nella risoluzione degli esercizi come ad un atto di fede. E infatti, in quale altro insegnamento ti dicono una cosa e non ti danno nessuna dimostrazione? Nella religione. Ti dicono che Dio esiste e tu ci credi. Ti dicono cosa ti succederà dopo la morte, e tu ci credi. Ma è possibile che su certe questioni così importanti gli uomini credono alla prima cosa che gli dicono? alla prima “teoria” che gli propinano? 
L’abitudine di non mostrare alcuna dimostrazione ha avuto il suo ruolo nella disaffezione degli studenti verso la matematica e nella tanto millantata popolarità delle religioni. Il vero problema irrisolvibile è la stupidità umana. A voi trovare la dimostrazione

Splendor

lo Splendor è la comprensione completa e istantanea di una grande verità o del frammento di una qualche verità. Se non stai cercando nessuna verità, allora è difficile che proverai mai uno splendor. I monaci lo chiamano estasi mistica. Gli scrittori lo chiamano ispirazione. Cartesio l’aveva sempre al mattino, durante il dormiveglia. Poincarè ebbe uno splendor salendo le scalette di una corriera mentre era in vacanza in montagna. Gauss (secondo la versione romanzata di Kehlmann) ebbe uno splendor mentre faceva l’amore con la moglie… Cardano scrive nella sua autobiografia che poteva avere uno splendor quando voleva e che era molto utile per scrivere libri. Ho un amico che aveva avuto uno splendor mentre faceva l’amore pure lui, ma nel suo caso non aveva dovuto smettere.
Come si vede non c’è una vera e propria regola per lo splendor. Io sono a cavallo dell’ombra della Torre degli Asinelli e la luce del sole mi accarezza ormai il solo piede sinistro. Sono proprio qui, mi metto a “riguardar la Carisenda” e devo coprirmi gli occhi per quanta luce c’è. 
Dove non ci sono regole ci sono solo eccezioni. E’ per questo che siamo tutti eccezionali. Basta volerlo. E leggere nemmeno tanto tra le righe quello che i nostri predecessori ci hanno lasciato.
Durante uno splendor si possono fare cose meravigliose o cose molto stupide. Si possono buttare all’aria soldi e vestiti e si può riuscire ad ignorare le belle ragazze che passano. Si possono dimenticare la storia, gli eventi e i personaggi che in quell’istante ci circondano. Tutto quello che conta in quel momento non è altro che il flusso continuo tra la nostra testa e la nostra mano, attraverso questo strano sangue che tinge il manto bianco delle pagine. Dicendo nulla ho detto tutto.
Come l’universo lo splendor è una tappa di breve durata, è un pasto frugale, ma molto energetico. E’ grande il pittore che sa quando fermarsi.

Sul campionato del mondo di calcio (2)

sottotitolo: mettere la moviola in campo per sapere se è goal è come mettere la moviola nel culo degli italiani per sapere chi li sta inculando

La massa (?) di errori arbitrali e l’esistenza di gingilli elettronici ha fatto unire gli antipodi del mondo in una sola voce: vogliamo la moviola in campo! Blatter è favorevole almeno alla cellula fotoelettrica sulla linea di porta. Come sempre nel campo delle cose umane si sposta il problema un po’ più in là giusto il tempo di dimenticarsi delle responsabilità personali (?). Quando ci sarà la moviola in campo il tempo a disposizione per il quarto uomo o per l’arbitro o per un quinto uomo dell’ex terna arbitrale sarà gestito direttamente dalle agenzie pubblicitarie, le quali faranno a gara per accaparrarsi quel minuto del fato. Infatti nel calcio le decisioni sono sempre state prese al momento e penso che così si continuerà a fare. Non si può giocare mentre il risultato è in sospeso. I giocatori che faranno? Diranno la loro scrutando il tabellone e se la prenderanno con loro stessi per non essere stati più attenti. E anche quando ci sarà il verdetto (il più presto possibile, si spera) chi sarà davvero contento? 

Il vero pallone della discordia è l’affidabilità delle nostre azioni. Quanti sono gli episodi contestati contro gli episodi incontestabili? Ognuno di noi conosce la risposta: non c’è proporzione. Allora quel momento di attesa frenetica in cui le sorti della partita saranno nelle mani di un giudice, se la tecnologia sarà accolta in campo, per il calcio si fischierà tre volte, perché non migliorerà il gioco, né la giustizia. Miglioreranno soltanto i conti in banca di quelli che speculano su un gioco sapendo che in troppi lo prendono sul serio.