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Intervista a me stesso sul fantastico mondo del lavoro

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domanda: perché non sei ancora entrato nel mondo del lavoro?
risposta: perché sono laureato.
d: in che senso?
r: nel senso che siccome nella vita voglio fare l’impiegato o il commesso la mia laurea non mi permette di accedere a queste tipologie di lavoro.
d: mi sembra tutto un po’ strano, vuoi provare a spiegarcelo?
r: molto volentieri. per fare il commesso o l’impiegato in azienda privata devi avere una certa esperienza e se quella non basta ho provato a scrivere lettere di presentazione in cui motivavo la mia scelta, parlavo della mia voglia di imparare un lavoro e di intraprendere quest’attività. non mi hanno mai risposto e alla fine qualcuno mi ha detto che era perché ho “lasciato” nel cv che sono laureato (LM in Scienze Filosofiche, n.d.a.).
d: e nel pubblico impiego?
r: ancora peggio. nell’ultimo concorso a cui ho partecipato il mio diploma di perito chimico e la mia laurea specialistica messe insieme valgono meno di un diploma a pieni voti…
d: ci puoi fare un esempio specifico così a casa capiscono di cosa stai parlando?
r: certo: se hai preso 60/60 ti danno 5 punti, tra 57 e 59 sono 3,75, tra 54 e 56 2,50, tra 51 e 53 sono appena 1,25. Per la laurea specialistica sono 3 punti, la laurea triennale 1 solo. Quindi un diplomato con 60 ha 5 punti e io (52 + LS) 4,25. Non ho nessuna speranza.
d: ci sono sempre gli esami.
r: anche quelli te li raccomando. la seconda prova è la stesura di un documento amministrativo. sfido chiunque a trovare un libro dove ti spieghino come stilare un documento amministrativo. e poi quale documento? uno a caso tra i cinquemila tipi esistenti in tutte le tipologie di amministrazioni pubbliche? Inoltre concorrono al punteggio i corsi di formazione, i corsi d’inglese e i corsi di computer. Io l’inglese l’ho studiato da solo e lo conosco benissimo, col computer non ho mai avuto problemi, l’ho imparato a usare più di quindici anni fa, penso che basti no?
d: non basta?
r: no, non basta. rifacendo i punti un diplomato con 60/60 che abbia fatto due corsi tra i predetti e che abbia avuto un contratto interinale in una pubblica amministrazione ha, a parità di punteggio dell’esame a risposta multipla e dell’esame pratico, già più punti di me. La cosa più assurda è che c’è pure l’orale per valutare la conoscenza della lingua e dei programmi informatici – testuali parole – “più diffusi”. Allora a che serve dare punteggi se hai fatto un corso?
d: sembrerebbe un controsenso, in effetti. Conclusione?
r: in questo paese se sei un giovane laureato che vuole fare un lavoro dignitoso che non ha mai fatto prima perché ha passato degli anni a studiare e magari ama il contatto con la gente, se non vuole (e non si capisce perché dovrebbe) nascondere i suoi studi, non può entrare nel mondo del lavoro. spero che per i lavori specialistici sia diverso.
d: vuoi lasciarci con una chicca intellettuale, per favore?
r: Ci mancherebbe: “Forse i suoi vizi gli si potevano perdonare, ma era anche dedito alla pratica sovversiva di pensare” dice W.S. Burroughs di Kim, il protagonista di Strade Morte. Ecco, fino a quando mi dedicherò a questa pratica sembra che non potrò lavorare.

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