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Dialogo sopra l’origine della disuguaglianza tra i sessi

Personaggi:

Primo, un femminista ante-litteram
Secondo, un femminista scettico
Terzo, un femminista indeciso
Quarto, un maschilista

(Tanto tanto tanto tempo fa. In una caverna)

Primo: Allora come va?
Secondo: È una settimana, una settimana intera.
Terzo: Anch’io una settimana, spero stasera.
P: E io che pensavo di essere stato sfortunato. Sono quattro giorni.
S & T: Beato te.
T: Come hai fatto?
P: Le ho preso dei fiori in un campo, sai quelli bianchi con tanti petali tutti intorno? Poi sono tornato a casa e le ho detto che la sua pelle è bianca come quella della luna.
S: Le hai veramente detto così?
T: Dove l’hai sentita?
P: Da nessuna parte, mi è venuta naturale. Lei mi ha detto che voleva sentire ancora parole come quelle e allora le ho detto che i suoi occhi erano belli come il sole.
S: Uau, questa è proprio incredibile. Non si riesce nemmeno a vedere il sole. Se l’è bevuta?
(Primo annuisce soddisfatto)
T: quindi vediamo un po’. L’hai fatto domenica e anche mercoledì?
(Primo annuisce ancora)
S: Ok, qualcosa allora possiamo dire di aver capito: 1) se facciamo regali, 2) se diciamo parole carine e complimenti 3)…
T: …se le portiamo in posti che nessuno ha mai esplorato invece che al solito posto!
S: Esatto
P: Però è strano.
S: Cosa?
P: Io sono sicuro che anche loro vogliono farlo più spesso, soltanto è che vogliono essere sicure di essere amate, vogliono ricevere attenzioni, insomma, voi non volete le stesse cose?
S: Eh, queste cose le abbiamo già dette tante volte, sono anni che ne discutiamo…
P: Appunto, perché è tanto strano sforzarci un po’ per farlo qualche volta in più? Io mi sto divertendo, ci sto prendendo gusto, mi sento anche più in gamba, migliore…
T: A me non mi verrà mai in mente niente di quelle cose che dici tu
P: Però sei bravo a pescare! Quando le hai portato quella carpa di dieci chili non ha voluto fare quella cosa ancora più eccitante?
T: Sì, ma non è mica detto che tutti i giorni riescono a prendere una carpa di dieci chili! E poi magari vuole un branzino, o una trota, mica carpa tutti i giorni…
P: Però ti impegni e gliene porti magari tutte e tre.
S: Sì vabbè, ma abbiamo anche le nostre esigenze. Io ho sempre voglia, non so pescare e non mi vengono in mente parole e poi non mi perdona mai una scappatella, perciò è solo quando ha voglia lei e per fortuna lei ne ha, altrimenti che farei?
P: possiamo pensare a delle cose tutti insieme, ci diamo una mano sui nostri rispettivi campi e insieme facciamo venire ancora più voglia alle nostre donne, che ve ne pare? Che sarà un po’ di sforzo in più? In fondo è per una cosa bellissima e che piace pure a loro.
Quarto: (era rimasto in disparte e in silenzio) Sei un rammollito. Voialtri siete dei rammolliti. Chi è che regge la baracca, porta da mangiare e difende dai pericoli e fa la guerra e la pace con gli altri? Noi! Loro se ne stanno a casa a poppare i marmocchi e il lavoro duro ce lo sobbarchiamo noi e quando abbiamo voglia dovremmo pure sforzarci di più? Balle, dico io…
P: Non è vero che non fanno niente a casa e nemmeno fuori…
Q: Silenzio! Ho sentito abbastanza sciocchezze queste sera. Io porto a casa mia la ricchezza che mangiamo tutti e non me ne frega niente se lei lava, stira, cucina, spazza, pulisce, allatta, va’ a prendere l’acqua al pozzo, raccoglie la frutta secca, la frutta matura, fa il pane, i conti e aiuta a gestire l’educazione e chissà cos’altro, va bene? se stessi a casa potrei farle pure io queste cose, sono compiti facili e leggeri, ma se lo voglio fare tutte le sere, io lo voglio fare tutte le sere!
P: Ma non è giusto se loro non vogliono. Di che stiamo parlando qui? Non starai mica pensando…
S: Ma che cosa dici? Lo sai che non ci sta pensando…
T: Non ci stai pensando, vero? È come dice Primo, se non vogliono non è mica giusto che, insomma…
Q: Silenzio anche tu. Siete dei rammolliti tutti quanti. Non è necessario quello che pensate, non siamo animali, mi meraviglio che abbiate pensato ad una cosa del genere.
P: Non dovresti meravigliarti se tutto questo tempo abbiamo pensato a dei modi per farlo tutti i giorni e ci sembrava che stessimo andando sulla strada giusta.
Q: Sulla strada giusta? Due volte alla settimana se ti va bene e solo perché hai detto qualche stronzata e forse perché la tua donna è un po’ puttana ti sembra la strada giusta?
P: Come ti permetti?
Q: Fa gli occhi dolci a tutti…
T: un po’ è vero.
P: E che male c’è? Non siamo liberi di fare quello che vogliamo? Le nostre donne sono libere fino a prova contraria, questa è la legge. Tu che tanto offendi, prima di trovare la tua donna, a puttane ci andavi e anche tu e tu, e anch’io. E che male c’era? Nessuno. Adesso stiamo solo cercando di migliorarci, di metterci nella condizione di capire meglio noi stessi.
Q: (spinge Primo) E basta con queste balle. Io voglio scopare tutti i giorni e la mia donna no, questo è il problema!
P: Perché non la corteggi come facciamo noi?
Q: Perché quando torno a casa sono stanco dopo tutto il giorno a lavorare! (S & T annuiscono)
P: Ma non fai il guardiano del branco di pecore tu? E ti stanchi così tanto? Per la cosa più bella del mondo uno sforzo in più non ti fa mica male.
Q: Sei bravo a parlare tu, che sei il figlio del capo villaggio e c’hai le decime pronte.
P: Sai bene che lavoro anch’io! Cosa vorresti insinuare?
Q: Ma niente, è che ho un’idea migliore.
T: Ma abbiamo detto che in quel modo…
Q: Non è quello.
S: Allora cos’è?
Q: L’ho chiamato “Matrimonio”!
P: E che sarebbe mai?
Q: È un foglio su cui scriviamo un accordo vincolante per le parti, ovvero tu e la tua donna: ci scrivi tutto quello che facciamo già e che viviamo nella stessa casa e che ognuno di noi ha degli obblighi verso l’altro e che se non li attendi l’accordo salta e ognuno per la sua strada.
S: Che significa? Che mi posso trovare un’altra donna con cui fare il “matrimonio” se quella di prima non rispetta i patti?
Q: Esatto.
T: Va bene, ma la questione di fare cose tutti i giorni come la metti? Loro leggeranno che tu ci hai scritto questa clausola, no?
Q: Certo, assolutamente, è l’unico modo.
P: E quale donna, se oggi non vogliono farlo tutti i giorni, pensi che domani firmerà l’accordo se non in cambio di un sacco di belle parole, regali e uscite, e che vorrà quindi che vengano scritti nel “matrimonio”? Siamo allo stesso punto di prima. Anzi, stavolta saremmo pure obbligati per iscritto e io mi rifiuto: posso anche non volerne avere voglia, oppure siamo animali?
T: Non sembra una gran pensata, in effetti, caro Quarto.
Q: Stupidi, ho pensato a tutto.
S: Sentiamo.
Q: L’ho chiamata “Festa di Nozze”.
P: E che sarebbe?
Q: Sarebbe il giorno in cui si firma l’accordo, ma lo trasformiamo in un giorno indimenticabile, capite? Non c’è bisogno di regali e belle parole ogni giorno, ma ne basta uno in cui le parole e i regali siano grandiosi. Si invitano amici e parenti, si mangia e si beve dalla mattina alla sera e ogni invitato porta un regalo. Non l’avete detto voi? Le donne ci vanno pazze. E poi l’uomo farà le sue promesse, leggerà poesie, dichiarazioni d’amore, ma tutto in questo giorno, dopo non c’è bisogno di rifarlo e con questo firmeranno il contratto così come va bene a noi!
P: Ma non è una truffa?
Q: Per niente! In quel momento loro sapranno e decideranno e firmeranno anche se c’è scritto che devono farlo tutti i giorni…
P: E poi ti lasceranno dopo una settimana, anzi, il giorno dopo…
Q: Invece no. E ti spiego perché: prima ragione: non hai sentito che gli scienziati hanno scoperto che il sole fa lo stesso giro nel cielo ogni tanti giorni e poi ricomincia allo stesso punto? Lo hanno chiamato “anno”. Ebbene se in un qualsiasi giorno si firma il contratto e fissiamo in qualche modo il punto in cui il sole è nel cielo dopo un “anno”, in quel giorno festeggiamo di nuovo, non come la “Festa di Nozze”, ma così, per ricordarlo. L’ho chiamato “Anniversario”.
S: Quindi le donne, sapendo che ci sarà l’anniversario lo faranno tutti i giorni anche se non vogliono? Forse può funzionare…
P: Credete? Non pensate che invece ne parleranno subito e alla fine capiranno che è solo una meschina compravendita e si rifiuteranno tutte in blocco, oppure stracceranno lo stesso il contratto pur di non abbassarsi a questo lurido scambio?
Q: E allora metteremo l’ulteriore clausola che per il “matrimonio” la donna deve essere vergine così se vuole andarsene non potrà fare il “Matrimonio” con un altro.
T: Un po‘ brutale, ma può funzionare.
P: Brutale? È un’ingiustizia. Mica tutte si metteranno ad ubbidire a queste balle. Le donne sono libere, perché dovrebbero evitare di scopare prima di un qualsiasi matrimonio? Che vantaggio ne avrebbero?
(Secondo & Terzo si guardano perplessi)
Q: Il vantaggio di uscire di casa.
P: Cosa?
Q: Tu non hai una figlia che ha appena avuto il primo sangue e che è ancora vergine?
P: E allora?
Q: Non le vieteresti di uscire di casa per andare a scopare col primo che desidera se sapessi che potrebbe avere un buon “Matrimonio” con un uomo ricco che altrimenti, secondo le regole che ci stiamo dando, non la vorrebbe in nessun caso?
P: No, non lo farò mai. Le donne sono libere, di fare, di scegliere e di andare dove pare a loro, esattamente come noi. Quello che ti sei inventato stasera non succederà mai e poi mai, te lo garantisco.
Q: Vuoi scommettere?

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l’orizzonte dei dementi

quando ero piccolo vedevo la televisione sul televisore, leggevo i romanzi sui libri, ascoltavo la musica dallo stereo dopo averci inserito dentro le musicassette oppure i compact disk; se volevo giocare con un videogame prendevo la console nintendo 64 e l’attaccavo al televisore di cui sopra; se mi passava per la testa di voler approfondire per qualche stupido motivo una notizia, andavo in edicola a comprare un giornale: in esso potevo leggere anche: le previsioni del tempo, gli orari del cinema, potevo fare qualche gioco enigmistico e magari venire informato su qualche escort o su un centro commerciale nelle vicinanze; se dovevo fare una ricerca per la scuola andavo in biblioteca per consultare l’enciclopedia Treccani oppure la UTET, se non trovavo il romanzo che volevo leggere facevo lo stesso e mi perdevo dei pomeriggi tra gli scaffali sotto lo sguardo ebete di un bibliotecario che non sapeva nemmeno che E.A. Poe fosse americano; se non riuscivo a resistere alla voglia di aspettare che dessero in televisione un film di cui avevo sentito parlare, o una serie televisiva o un cartone animato, dovevo cercarli su qualche rivista specializzata (in edicola, o in medioteca, o da amici) e poi stare molto attento perché le videocassette erano delicate, prendevano polvere e le testine dei videoregistratori tradivano sempre; se avevo voglia di vedere un amico dovevo uscire e bussargli alla porta, suonargli al citofono, chiamarlo dalla strada per farlo affacciare alla finestra, oppure telefonargli dalla cabina con una moneta da L.200; se avevo voglia di fare una chiacchierata o di giocare in compagnia, o semplicemente sapere che cosa si diceva in giro me ne andavo in piazza, dove potevo attingere alle varie aree tematiche: bar, notizie di sport; angolo del castello, politica, gossip e nuova legge sulle pensioni; portone panzotto o loggia, nuova partita di droga in arrivo, hanno preso lo spacciatore oppure no?, chi si è messo con chi, chi ha scopato con chi. a seconda della notizia che volevo bastava andare nella parte della città che la conteneva e non ti chiedevano né le credenziali, né l’indirizzo di casa.
oggi, con la semplice macchina che c’è qua sopra (o con una simile) si possono fare tutte le cose elencate qui senza nessun sbattimento che non sia un pigiar di bottoni (che potrebbe anche diventare un neologismo sinonimo di un par di palle) con il conseguente ingrassamento delle chiappe e l’incistamento cerebrale che ne consegue. non si gira più che per bere e nelle discussioni, conversazioni e/o malversazioni beneauguranti si nominano link a siti, nickname e url oppure la più idiosincratica delle frasi: “Se metti X, su Google lo trovi”.
La ricerca, lo sbattimento e il conseguente consumo di chilometri, scarpe, dita e cortesia (perché quando devi chiedere “Me lo presti” devi anche essere persona gentile e degna di fiducia) si è trasformato in una semplice digitazione con successivo download con la conseguenza nefasta che il semplice scaricare sta diventando il surrogato del ben più godurioso consumare e che la maggior parte di quello che c’è nei nostri hard-disk rimane in attesa come in una scatola dimenticata di una cantina buia.
Lungi da me chiedere che si torni indietro perché anche Dante della selva selvaggia che “Tant’è amara che poco è più morte” ne parlò approfonditamente e non solo “per trattar del ben” che vi trovò, ma anche “de l’altre cose” che nell’Inferno aveva scorte.

da leggere attentamente

un libro non ha controindicazioni, ma ti sa indicare molte strade.

un libro non ha clausole scritte in piccolo, in qualche caso ha un’inutile fascetta promozionale.
un libro non ha restrizioni di lavaggio, non si restringe con l’inverno e non si dilata con l’estate, al massimo allarga i tuoi orizzonti.
un libro non ha l’elenco degli ingredienti, ma se è fatto con additivi e conservanti stai sicuro che non te lo consiglia nessuno.
un libro non ha date di scadenza, se ti dimentichi di consumarlo ti aspetta tutto il tempo che vuoi.
un libro non ha le note per gli allergeni e se proprio ti fa venire l’orticaria puoi sempre regalarlo.
un libro usato in maniera prolungata ed eccessiva non provoca nausea, vomito, diarrea o mal di testa perché probabilmente è il tuo preferito.
un libro può farti addormentare, ma di solito sveglia.
un libro può annoiarti, ma se lo abbandoni non ti chiede l’amicizia su facebook.
un libro può farti cagare, ma in questo caso non ti fa scappare al cesso come se avessi la sciolta.
un libro è un oggetto naturale a cui non è stato necessario adattarci.

Breve saggio sullo snuff movie

Una serie di riflessioni serie e oggettive sulla leggenda dei fantomatici snuff movie mi ha mosso a scrivere questo saggio poiché esiste una possibilità tragica e orripilante che ritengo non sia stata mai presa in seria considerazione.
La storia degli snuff movie comincia con il film Snuff (1976) che viene pubblicizzato proprio mettendo in giro la falsa notizia che nel film le scene dell’omicidio di una ragazza non fossero state fatte con effetti speciali e la ragazza fosse stata davvero uccisa sul set. Primo appunto. Nel documentario
Do snuff movie exist viene mostrato come la scena in questione sia girata con effetti speciali anche banali e su questo non pare possano esserci più dubbi sulla prima bufala. Il secondo appunto è che nel film non ci sono riferimenti al fantomatico mercato degli snuffs e questo può significare una cosa sola (credo verificabile, ma non ho abbastanza tempo per farlo, comunque mi piacerebbe essere smentito, scrivo per questo): prima di questo film nessuno parlava di snuff movie. Questo si spiega ulteriormente con la mia “soluzione immaginaria”, ma andiamo con ordine. Dopo questo film iniziarono a girare leggende su questi gruppi di operatori a cui vengono commissionati film in cui alcune persone (consapevoli o meno – vedi per il primo caso il film di Johnny Depp The Brave (1997)) vengono sacrificate, uccise o torturate fino alla morte davanti alla telecamera. Un altro particolare molto interessante, a dir poco illuminante a parer mio, è che lo snuff è un film pornografico. Così ce lo presenta Moresco in Canti del Caos e i committenti, sia nel film di Depp che nel romanzo di Moresco, sono degli sconosciuti molto ma molto danarosi. Questa caratteristica della leggenda metropolitana è ovvia. Qualcuno disposto non solo a uccidere, ma anche a farsi filmare mentre lo fa deve essere convinto con una contropartita adeguata al caso. E’ anche vero però che dovrebbe sorgere il primo dubbio. Quanto vale, in termini di denaro, commettere un omicidio davanti ad una telecamera? Non così tanto se si considera la fiction delle dicerie. Il committente così danaroso che terrebbe naturalmente l’unica copia del film per sè, non ha nessun interesse a venderla (l’ha commissiona lui, è già ricco), quindi l’assassino ripreso nel film (qualora non sia stato anche reso irriconoscibile da trucchi cinematografici e non) non rischierebbe proprio nulla. Tutto fila. E in effetti sono d’accordo che fila. Fila così tanto che negli ultimi anni il gran numero di donne uccise e scomparse nel Nord del Messico ha fatto acuire e indirettamente corroborare le dicerie sull’esistenza dei cosiddetti snuff movie. Un committente danaroso fornisce logistica e movente. Persone prive di scrupoli accettano il tremendo incarico. Donne senza diritti, senza amici e senza parenti di cui mai nessuno chiederà conto vivono al confine tra Messico e Stati Uniti e sembrano essere le vittime perfette in quanto provengono da uno dei paesi dove la polizia è una delle più corrotte al mondo e il maschilismo è una pratica di vita. Vale la pena accennare che anche uno dei più grandi scrittori al mondo Roberto Bolaño, nel romanzo 2666, si occupa della leggenda degli snuff. Egli racconta così dettagliatamente e senza cercare di salvare le apparenze dei femminicidi che quando racconta le origini della leggenda degli snuff e mette in bocca ad un alto papavero dell’esercito messicano la frase “io ho visto tutto” ma appunto degli snuff mai, si è tentati di credergli, nonostante sia un’opera di fiction. Comunque tutte queste “prove” si puntellano a vicenda e la necessità, per opere così pericolose, di essere in un’unica copia sono anche la giustificazione del perché non c’è nessuno che ne abbia mai visto uno, ovvero uno snuff commissionato da chicchessia. Nemmeno l’FBI dichiara di esserne mai venuto in possesso (informazione contenuta nel documentario citato sopra). Ultimamente filmati di  morte in diretta si sono moltiplicati a causa della diffusione sempre maggiore di videocamere, grazie al giornalismo e per opera di fanatici religiosi. Lo snuff è però un’altra cosa. Vediamo di andare avanti.
L’altra prospettiva (cioè il ragionamento portato avanti lungo una linea continua di fatti messi uno dietro l’altro) che metterebbe una pietra definitiva sopra la questione è proprio quella del cinema pornografico. Il ragionamento è più o meno questo: hanno girato film porno delle peggiori specie, in cui persone e animali fanno sesso come se niente fosse; persone si fanno frustare, legare, sputare, gettare cose addosso, pisciare sopra e dentro, cagare addosso, umiliare in altre migliaia di forme, torturare, scopare con qualsiasi oggetto in qualunque buco; si sono girati film in cui persone fanno cose che la maggior parte delle persone non riuscirebbe nemmeno ad immaginare e che forse gli non piacerebbero o forse sì… perciò – figurati! – se non esiste da qualche parte un miliardario che ecc. ecc… la storia la conosciamo. Diamo insomma per scontato che esista qualcuno che provi piacere erotico davanti alla morte di qualcun’altro. Possibile che questo non ci sembri assurdo? E i serial killer allora?, e gli assassini di qualunque genere? Non sono proprio la stessa cosa, ma chi crede nello snuff fa più o meno un ragionamento del genere. Abbiamo un’idea così tremenda del mondo che non possiamo non credere all’esistenza di un prodotto umanamente aberrante come uno snuff movie
E invece no, mio caro lettore. La scoperta che farai oggi potrebbe portarti davvero ad avere un’illuminazione. E’ un’informazione che molti si farebbero pagare. Io te la do gratis. L’esistenza dello snuff movie (se credi nella loro esistenza) è necessaria proprio per rassicurarti della crudeltà del mondo, ovvero tu hai bisogno di pensare che esista qualcuno che si ecciti guardando un film porno  in cui qualcuno viene ucciso lentamente. Voglio sottolineare questo particolare, intanto. 
Perché gli snuffs della leggenda metropolitana sono sempre porno? Perché non dovrebbero essere di un altro genere? La risposta è semplice. I film porno eccitano sessualmente, gli altri no, o difficilmente, per questo la crudeltà del mondo si lega alla rimozione del desiderio, poiché il desiderio è rivoluzionario, mentre un film porno in cui si uccide qualcuno sul serio ci lascia attoniti, ma anche immobili, facciamo una scelta di campo, nel senso che non ci muoviamo, attendiamo che il mondo agisca, pensiamo di non poter agire. Per fare un’altra citazione: in un numero di Dylan Dog vengono commissionati dei film horror in cui vengono uccise davvero delle persone, ma nelle leggende questo altro tipo di film non vengono mai menzionati. Dunque l’esistenza dello snuff movie è necessaria per pensare di essere buono, per pensare che noi non si farebbe mai una cosa del genere e soprattutto che la maggior parte delle persone non può permettersela, quindi i ricchi sono dei bastardi oltreché essere ricchi ecc. ecc…
Ma eccoci alla seconda rivelazione shock, se la prima non ti è bastata. Anche questa è gratis e siccome sembra contraddire la prima, faccio un breve riepilogo per chiarezza. Gli snuff movie non esistono per tutte le cose dette finora, soprattutto perché: nessuno è così stupido da farsi riprendere mentre ammazza qualcuno, se lo fa è pazzo; nessuno è così stupido da cercare qualcuno a cui commissionare una cosa del genere, se lo fa è altrettanto pazzo, lo prenderebbero per pazzo o per un serial killer ecc. ecc. Gli snuff movie non esistono anche per le motivazioni umane che sottostanno alla loro esistenza come leggenda metropolitana. Un modo di pensare reazionario, rinunciatario, religioso, ha bisogno di credere nell’esistenza di un simile prodotto, è necessario per giustificare la propria inanità intellettuale, ma anche e soprattutto per non accettare la realtà. (Intendo un’accezione di realtà molto ampia, fatta di principi scientifici e sulla condizione umana, l’evoluzionismo, ecc..).
La seconda rivelazione è questa: gli snuff esistono, ma non sono movie. Lo ribadisco se è stato troppo veloce. Esistono e sono esistiti nella storia umana eventi che rientrano in tutta la categoria degli eventi che sarebbero contenuti negli snuff movie, ma di cui non c’è documentazione filmata. Sto affermando qualcosa senza prove, senza testimonianze, senza elementi che non siano i miei ragionamenti e le mie conoscenze, ma ne sono altresì convinto.
Vengono commessi delitti di questo genere solo per il piacere di ammazzare qualcuno o per libidine, ma appunto non vengono ripresi da nessuna telecamera. Mi si dirà: che scoperta! E certo che è una scoperta, ma per il fatto che lo snuff movie è un modo per non accettare la realtà di questi altri fatti. Il primo dato a riprova è molto semplice. Se hai “semplicemente” bisogno di vedere la morte di qualcuno non credo che ti basti credere che nel video stiano uccidendo qualcuno. Infatti un video, proprio per essere sottoposto ad almeno una post-produzione è sempre falsificabile. Cosa chiederebbe il committente di uno snuff come garanzia che lo snuff sia autentico? Delle foto? Un altro video? Qualunque committente sarebbe alla mercè di truffatori di ogni genere, quindi nasce anche la possibilità che un film spacciato per snuff sia un falso fatto passare per vero pur di venderlo come tale. Per questo lo snuff movie esiste come leggenda metropolitana: non si riesce a credere che possa esserci qualcuno che voglia vedere la morte “in diretta” e direttamente di un altro essere umano. Invece accade ogni giorno. Lo snuff è un modo per non accettare la realtà che gli uomini si ammazzano a vicenda. Non significa che sia giusto – in ogni caso ammazzarsi fra uomini è inutile – ma l’esistenza della leggenda degli snuffs copre (ovvero media, poiché è un prodotto multimediale esso stesso) che ci siano persone che lo fanno sul serio, nella realtà.
Per rimanere nell’ambito strettamente tecnico c’è un altro autore che non si poteva non citare – il marchese De Sade – che soprattutto nel libro Juliette ovvero le prosperità del vizio descrive con minuzia di dettagli vari snuff che naturalmente all’epoca non sarebbero mai potuti essere dei movie. Questo mi ha fatto pensare che qualcuno ispirato da De Sade o dalle sue personali fantasie e perversioni possa essersi fatto procurare delle vittime delle quali il mercante non vuole sapere naturalmente l’utilizzo (perdonate la parola) e questo perché il reato che si configura è di minore entità. Certamente colui il quale oggi può permettersi di comprare un essere umano sarà certamente un uomo danaroso o molto “coperto”, ma in alternativa potrebbe essere, come dicevamo, un serial killer estremamente scaltro, senza il proverbiale desiderio di essere catturato, che si procura le proprie vittime senza intermediari. 
Come vedete anche il mio ragionamento fila, esattamente come quello che proverebbe l’esistenza di snuff movie
Quello che mi premeva era tuttavia mostrare come complicando i termini in gioco si possa giungere a conclusioni opposte, ma con particolari in comune. La plausibilità della mia ipotesi è purtroppo provata da tutti gli episodi di violenza e uccisioni in Messico e in tutte le altre parti del mondo. Il dibattito sugli snuff movie mi è servito, ancora una volta, per mostrare come il principio di realtà serva proprio per mostrare cose che erano sotto gli occhi di tutti e che certe dicerie e certe leggende nascano soltanto per nascondere fatti forse ancora più gravi e per questo difficili da accettare. Mettiamo il nostro cervello a disposizione di noi stessi e dell’umanità.

[Aggiornamento del 30 maggio 2012. La notizia è stata riportata da “La Stampa” e si deve ammettere che non ci sono parole per descrivere quello che si legge. Nonostante le conclusioni di questo articolo siano per me ancora valide è evidente che la realtà ha superato la fantasia e che se è lecito parlarne (e forse non lo è) farlo è doveroso per provare a capire cosa succede nella mente di certi esseri umani. Gli snuff movie esistono e purtroppo le vittime designate sono dei bambini. Qualcuno gira questi filmati, li smercia e li vende, non solo nella crudeltà più totale verso delle vittime di abusi indescrivibili, ma anche nella consapevolezza che c’è qualcuno a cui piace assistere a questo genere di spettacoli. Io spero, per il bene della specie umana, che queste persone siano malate.]

la reputazione di Onan

Con questo articolo voglio ristabilire la reputazione di Onan. L’onanismo è il peccato di spargere il seme maschile perdendo per sempre una chance di fecondazione. Bazzecole per noi post-moderni inventori delle Banche del Seme. Ma Onan è stato un precursone… è sicuramente l’inventore del coitus interruptus e della sua indiretta conseguenza: la prostatite. Ma prima di passare a consigli di natura sessuale voglio ripassare la malafede nei confronti di questo personaggio biblico.
All’epoca dei fatti Onan era scapolo. Aveva passato i quarant’anni e non si era ancora sposato. Il fratello maggiore Er, invece, pieno di giudizio, aveva preso moglie secondo le usanze. Quando si ha giudizio non si è sempre nella grazia del signore, le sue vie sono infinite e imperscrutabili: il fratello di Onan muore per la maggior gloria del signore senza lasciare eredi e Tamar, la moglie, nemmeno lontamente gravida. Per chi non ha giudizio, dicevamo, come Onan, è una tragedia. Essendo scapolo è costretto dalla legge ad accoppiarsi con la cognata (dopo averla sposata)  per “assegnare una discendenza” al fratello morto. Un obbligo insopportabile! Un sopruso contro il suo nome e soprattutto contro il suo seme. Perché, deve essersi domandato Onan, il frutto del mio seme deve essere di mio fratello? Siamo di fronte ad un’obiezione di coscienza, anche al primo caso di uccello in affitto della storia. Cosa ingegna il caro Onan? Quando sente che il suo seme è lì lì per essere donato alla moglie del fratello estrae la spada dal fodero spargendo lo sperma sulla terra. Questo non piace a Dio. Punirà Onan, ma non con la cecità.
Qual è la morale della favola? In primo luogo è per il gesto di non destinare il proprio seme all’unico luogo naturalmente destinato ad esso che si è ritenuti peccatori contro l’ordine stabilito da Dio.
In secondo luogo viene coniato il termine onanismo che sta ad indicare l’attività di tutti quelli che si lustrano il piffero con malcelata gioia, facendo perlomeno un grande torto ad Onan, ma non solo.
Una delle domande che possiamo porci è la seguente:
qual è il vero motivo per cui dal gesto di Onan si passa alla masturbazione?
Onan ha trovato il modo (seppur non molto piacevole per i suoi effetti collaterali) per fare sesso ed evitare una gravidanza! Per noi post-moderni che destiniamo il nostro seme a bustine e contenitori di lattice, spermicidi chimici e ormonali (e presto ben altre sorprese!) questo modo è oltremodo demodè. Ma chi nella propria vita non è mai stato un onanista (in una o nell’altra delle accezioni)?
Un’altra osservazione che possiamo fare è questa: era così complicato spiegare il peccato di Onan ai ragazzini nei confessionali che si è preferito passare ad una semplificazione essenziale. Si sa che la Trinità è già complicata di per sé. Dunque era molto più sbrigativo un perentorio “non toccarti sennò diventi cieco” ad un certamente più impegnativo discorso di questo tenore. Non praticare il coito (o la prossimità genitale) con donna che non sia tua moglie (e nemmeno con la moglie di un altro) con la quale dovrai comunque finire il rapporto con il tuo organo genitale all’interno dell’organo genitale della tua sposa affinché ci sia concepimento: il piacere è un biasimevole effetto caduco del più grande piacere che avrai ad arricchire la famiglia del signore…
Vi faccio notare le spregiudicate e irrazionali considerazioni della teologia cattolica e della morale nel negare le più semplici istanze del corpo umano pur di rimanere nel solco di individui vissuti nel deserto migliaia di anni fa, i quali, per convincere i membri più selvaggi della loro tribù a comportamenti meno che animali, facevano ricorso ad argomenti metafisici per ricondurre quegli stessi insegnamenti ad un’origine men che meno soprannaturale.
Masturbarsi è peccato perché si sparge il seme e il seme non è tuo, ma è di Dio. Fare sesso per piacere è sbagliato perché il sesso è solo una pratica riproduttiva, quindi evitare una gravidanza è peccato anche in un modo grossolano come quello di Onan (con il 70% di probabilità di scamparla contro il 99,99% della pillosa, solo per fare un esempio). Ma in realtà non è così. Quello che si vuole a tutti i costi nascondere è il piacere. Nascondendo e vietando il piacere in tutte le sue forme, il suo potere liberatorio viene a mancare, quindi tutte le implicazioni politiche e sociali di questa libera scoperta del proprio e dell’altrui corpo sono presto dette. La pubblicità non ci incanterebbe con i suoi culi e le sue tette, facendoci sentire in colpa quando ci cola la bava dalla bocca davanti ad un manifesto o davanti alla televisione. Ci sentiremmo meno delle merde se invece di ascoltare i consigli di Maria de Filippi ci rotolassimo nel letto con il nostro partner alla scoperta delle molteplici posizioni dell’amore. Non ci sarebbe bisogno di milioni di tonnellate di prodotti di bellezza inutili per raggiungere gli stereotipi del più bello o del più figo, poiché l’amor proprio e la capacità di amare sono il frutto di un impegno e di una perseveranza che nessuno ci insegna. Dovrebbero insegnare tecniche di corteggiamento alle medie, per esempio, invece della storia del cavaliere feudatario che fa le guerre per conquistarsi la bella figlia del re che arriva virtualmente vergine al matrimonio e non vede l’ora di sposarsi perché così si può fare tutti gli uomini della corte, ma non si può dire perché la donna è cortese, quindi ti dice gentilmente di andare a cagare. E potrei fare altri diecimila esempi in cui il sesso castrato da certi insegnamenti continua ogni giorno a provocare le nostre paure e le nostre insicurezze create apposta per controllare la nostra libertà e la nostra capacità di amare. Senza il nostro corpo e la predisposizione sincera e assoluta al piacere e alla socialità, vanno a farsi fottere tutti i principi di uguaglianza e fratellanza. Senza il piacere, le coccole e la libera consapevolezza del proprio essere il proprio corpo, non è possibile creare una repubblica di pace e serenità.
Un’altra cosa è certa.
Se pensavate che nella Bibbia c’era persino uno che si masturbava dovete ricredervi. Le uniche seghe che si sono sono quelle dei falegnami oppure sono pudicamente mentali.

alzarsi la mattina

Ci vuole molta ontà per alzarsi la mattina.
Io la mattina me la alzo quando mi pare e piace, a ontà.