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Un problema tutto italiano

carcere

Circa centomila italiani sono a spasso invece di essere in galera o ai domiciliari (si fa per dire).
La questione è naturalmente discussa poco e sempre in tono minore perché di questi  centomila (circa) italiani, la maggior parte è costituita da colletti bianchi e da portatori di interessi. A rendere più perniciosa la situazione sono i piccoli delinquenti, i picchiatori occasionali e i ladri della domenica.
C’è da sapere che oggi in Italia, se si viene condannati per un reato che preveda una pena inferiore ai quattro (4) anni, praticamente si viene assolti, il che è una contraddizione in termini. Si potrebbe obiettare che una condanna ai domiciliari o ai servizi sociali sono comunque una condanna, invece io affermo che non lo è.
Tutte le persone condannate, a qualunque pena, dai trenta (30) giorni ai quattro (4) anni, a parer mio (che certamente mi intendo solo di soluzioni immaginarie) dovrebbero scontare la loro pena in carcere, e non per giustizialismo o vendetta (pensate un po’ cosa va ad immaginare la gente), ma semplicemente per tenere lontano dalle attività economiche, sociali e politiche persone riconosciute colpevoli dei reati loro ascritti.
Senza questo genere di delinquenti minori tra i piedi, il Paese potrebbe pian piano ripartire, i posti di lavoro lasciati vacanti potrebbero essere occupati da persone più oneste e capaci, il sentimento di sicurezza generale aumenterebbe perché queste persone non andrebbero in giro ad alimentare la percezione degli altri delinquenti che il crimine, anche se viene sanzionato, in realtà non toglie loro la libertà, e non indurrebbe gli altri italiani onesti a pensare che, in fondo, tanto vale delinquere.
In poche parole a causa dello 0,15% (circa) della popolazione, tutti gli altri devono subire il comportamento criminale di questa classe di individui.

Volete sapere perché? Perché le carceri italiane possono contenere al massimo 65.000 persone, ovvero meno dello 0,05% della popolazione, e invece di costruire altri luoghi deputati al soggiorno degli altri disonesti e criminali che vivono tra noi, lo Stato italiano preferisce non punirli.
Questo è il modo migliore per prendersi gioco degli onesti.

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Il tetto del convento

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Quando ero piccolo mio padre mi raccontava una storia:

Un muratore un giorno portò il figlio con sé a lavorare. Gli aveva fatto dei discorsi prima di arrivare al convento, e pensava di essersi spiegato bene. Il tetto del convento era vecchio, le tegole erano rovinate e il controsoffitto quasi del tutto marcio. L’umidità aveva invaso molte delle celle occupate dalle suore e il muratore aveva molto lavoro.
“Le suore hanno pochi soldi e non possono risistemare tutto, ma per fortuna che ci sono loro, altrimenti noi non mangeremmo” aveva detto il muratore al figlio una volta arrivati. Il muratore si era preso l’incarico di rifare l’intonaco e di ritinteggiare le pareti e aveva lasciato il tetto al giovane figlio, per via di una sua intelligenza ingegneristica, un’intuitività geometrica che aveva dimostrato fin da piccolo.
Quando il muratore aveva finito salì sul tetto attraverso l’abbaino e vide il figlio tutto tronfio del lavoro completato. Il muratore si avvicinò e gli disse che aveva fatto un ottimo lavoro, ma che non aveva capito un cazzo.
“Se non lasci un buco per farci piovere dentro le suore non ci chiamano più, e il mese prossimo come mangiamo?” gli domandò il muratore con quel tono di scherno che si usa per i bambini che in fondo non possono ancora sapere tutto delle vita. Prima di scendere il muratore tolse alcune tegole e le mise da parte, tanto le suore lassù non ci sarebbero mai salite…

Sempre mi era sembrata una storia arguta sull’intelligenza contadina e sulla stupidità del clero, sull’avarizia e sulla mancanza di lungimiranza, di programmazione e di energia intellettuale. Adesso che sono grande e che la mia intelligenza è ben formata dall’esperienza non posso che leggere questa storia come un apologo. Il muratore sono i politici (e non c’è nessuna allusione alla massoneria, la storia era così, e così l’ho lasciata); le suore sono i ricchi; e il figlio sono i giovani e le persone oneste.
Poi ci si domanda perché si abbandonano le famiglie e si incendiano le strade…

La democrazia in Italia

L’Italia è la più grande democrazia del mondo. In tutti i paesi democratici il popolo non comanda davvero: i governanti sono scelti in base agli opportunismi della giustizia sociale, al moralismo bigotto del buon governo, alla competenza, alla professionalità e all’assurdità del ricambio generazionale. In Italia i Governi vengono scelti davvero in base alla volontà del popolo e in barba a tutti i criteri di ragione e trasparenza, di equità e di interesse pubblico. L’Italia è l’unico paese democratico al mondo che ha scelto volontariamente di essere governato da un’oligarchia plutocratica autoreferenziale. L’Italia è l’unico paese al mondo in cui il Governo è il preciso rispecchiamento del suo Popolo. In tutte le istituzioni, nei tribunali e negli uffici pubblici di qualsiasi genere, le pratiche vengono rallentate da iter burocratici pedissequi e gli impiegati lenti e ligi alle assurdità amministrative non vengono licenziati (non possono essere licenziati), ma vengono premiati. La macchina è praticamente ferma. L’italiano medio, infatti, non possiede un’idea generale di efficienza, ma possiede soltanto un calore di varia umanità che utilizza in tutte le fasi della sua vita e che ritiene sufficiente alla sua felicità. Infatti nell’apparato statale italiano ci lavorano degli italiani, non i tedeschi. Per questa ragione l’apparato è veramente italiano e per la stessa ragione anche l’apparato amministrativo è democratico all’ennesima potenza, rispecchiamento della volontà generale dell’italiano medio.
Chi si stupisce del “ritorno” di Berlusconi offende la democrazia italiana e la volontà del popolo che  è sua diretta espressione. Chi altri è chiamato a decidere del proprio governo se non il popolo? Cosa sono il buon senso, la moralità, la serietà, il senso di responsabilità, il senso civico e l’interesse pubblico se il Popolo non vi si riconosce? Davanti alla democrazia volete sacrificare il Popolo per delle semplice istanze? 
Se vi lamentate della democrazia in Italia e pensate già di conoscere il verdetto del Popolo sul Governo che si sceglierà, state giudicando questo paese con un preciso spirito aristocratico, siete non altro che il Saggio che vuole indicare la via al Popolo senza chiedere il suo permesso e così facendo permetterete la dittatura dei Valori sopra descritti: in primo luogo perché non capite lo spirito profondo della democrazia; in secondo luogo perché non accettando il gioco della democrazia permettete davvero il ritorno di Berlusconi e la dittatura, permettete agli italiani di odiarsi quando si rivolgono a sé stessi per scegliersi i propri governanti e soprattutto perché Berlusconi sa bene cosa vuole il popolo (o sa quello che al Popolo piacerebbe volere) e diventa degno di governare perché rispecchia (e rispetta) il volere del popolo che vuole Berlusconi come suo rappresentante piuttosto che quelli che si scandalizzano della suprema potenza della nostra democrazia, la più grande del mondo. Spinoza scriveva che anche la dittatura è una democrazia, poiché fino a quando un regime ha il consenso del popolo la sua volontà è palese.

gli italiani credono che

la maggior parte degli italiani crede che “un essere invisibile nel cielo controlli le sue azioni sorvegliandolo 24 ore su 24″*; crede che una donna dopo essere rimasta incinta e anche dopo aver partorito sia ancora vergine; crede che le verità scientifiche siano solo ipotesi e non abbiano il valore di prova; crede che le libertà civili, politiche e (almeno sulla carta) la parità tra i generi, le razze e le religioni abbiano delle radici cristiane e non invece provengano dal sangue e dalle lotte di giacobini, anarchici, comunisti, socialisti, liberali e sì, qualche cattolico; crede che ci sia una vita dopo la morte nonostante nessuno ne sappia niente e nessuno abbia mai conosciuto un morto che sia tornato indietro a raccontarcelo; crede che l’educazione cattolica sia una buona cosa, anzi, forse sia pari o migliore di un’educazione civile e pubblica, ma intanto: onesti lavoratori pagano per la cosiddetta educazione dei propri figli e preti e suore non pagano l’ICI sulle immense strutture che hanno a disposizione (ultimamente contro il dettato costituzionale vengono anche finanziate in parte università private di stampo cattolico nonostante i tagli alla scuola pubblica della legge Gelmini).
Procediamo a questo punto con le domande: la maggior parte degli italiani crede che sia grazie all’insegnamento e alla dottrina cattolica e a tutto il conseguente comportamento all’interno delle società civili che esistano gli aerei, la medicina moderna, la tecnologia e i computer (Alan Turing, il primo matematico a pensare alla realizzazione di un moderno calcolatore era omosessuale, fu condannato dalla legge inglese che negli anni ’50 considerava questo orientamento sessuale un reato e alla fine si suicidò… vi ricorda qualcosa?) e qualsivoglia altro sistema di telecomunicazione? Un vero cattolico nemmeno dovrebbe utilizzarlo un computer, a causa dell’ostracismo verso la scienza che la Chiesa ha sempre dimostrato e tutt’ora professa e propaganda.
E la maggior parte degli italiani le tanto ostentate radici cristiane dell’Europa dove le vede se la maggior parte degli intrighi politici, sociali e religiosi sono stati sempre avallati e mai condannati da prelati, cardinali e papi in tutte le epoche della loro storia?
E quand’anche credessero che non tutti i credenti siano così, ma che molti sono virtuosi, buoni e degni di rispetto, ebbene esistono ed esisteranno di sicuro, non lo nego, ma la loro statura di uomini degni di rispetto è in primo luogo dovuta alla loro adesione a dei principi comuni e condivisi basati sulla realtà o esclusivamente ai loro valori cattolici? Nella dottrina e nel catechismo non c’è una, dico una, qualsivoglia regola, insegnamento o esempio di libero vivere civile, libertà di parola, lezione sulla vita sessuale, sui diritti civili o sulle altre libertà sancite dalla costituzione italiana.
E se credono, la maggior parte degli italiani, che queste sono cose di cui la religione non si occupa allora vedete bene di non occuparvene davvero, come quando il vostro Papa riesce a far cambiare agenda politica ad un governo o si sente esclamare che le unioni civili sono un’istituto contro il matrimonio. In questo caso il vostro caro Papa sa una cosa che si guarda bene dal farvi notare: il matrimonio è contro natura. Per questo ha paura che una legge che permetta di evitarlo renderebbe evidente questo fatto e renderebbe il matrimonio inutile, ovvero le persone si renderebbero ragionevolmente conto che il matrimonio non è basato che su di uno squallido contratto e non su una decisione volontaria di due persone (del sesso che gli pare). Credete davvero che la Chiesa difenda un ensemble di valori che costituiscano la libertà di scelta all’autodeterminazione dell’individuo? Senza clienti i cari prelati dovrebbero andare a lavorare…
Abbiamo visto quali e quante (più o meno) sono le verità a cui la maggior parte degli italiani credono. Ora, se credono a tutto quello che ai più con sale in zucca dovrebbero sembrare cose abbastanza fantastiche (se al posto del vangelo raccontaste a un futuro cattolico Il signore degli anelli con la giusta enfasi, quello lo prenderebbe per vero…) come fanno a non credere che un settantenne miliardario capo del governo, lasciato dalla moglie, sia talmente buono che mentre cerca di aiutare gli italiani a cavarsela dalle difficoltà di una crisi economica globale non abbia trovato il tempo di aiutare delle povere giovani messe in ginocchio dalla crisi e che proprio a causa di questa sua innata bontà venga perseguitato dai magistrati milanesi e da una non meglio precisata combriccola di persone che ha deciso di sovvertire il voto democratico utilizzando altre armi?
Tutto questo ha una sola fottuta soluzione, purtroppo immaginaria: tornare alla realtà. Incredibile, no?
* G. Carlin

la scrittura

la scrittura è nata per contare, enumerare e classificare le proprietà dei re. ancora oggi lo scrittore ha questo compito, mettersi a tavolino e enumerare le proprietà del sovrano di turno, sicuro del fatto che qualcuno leggerà il suo elenco. la scrittura può essere spoglia, una specie di albero senza foglie, in cui il nudo ritratto delle cose è l’aspetto fondamentale del suo periodo. Ma lo scrittore può anche gridare in faccia al suo oggetto quello che nell’elenco non c’è: la provenienza occulta di quelle proprietà, il furto somministrato a chi e a come, riempire di aggettivi la superficiale descrizione degli oggetti. La politica in fondo non ci interessa. I ricchi sono ricchi perché rubano a quelli che non hanno capito perché sono poveri. è una scelta tra la voglia di essere comandati e la voglia di comandare. Se nessuna di queste due strade ti piace il tuo posto è il ciglio, il guard-rail, il marciapiede, in una parola la polvere e l’estranietà, la solitudine di colui che sa ma non sa se scrivere oppure no. Capiranno quello che vuole dire? capiranno quello che sottintendeva quando scriveva, capiranno che i suoi attacchi non sono soltanto tali, ma che c’è davvero qualcuno che vuoi difendere? E questi che difendi sapranno mai che lo hai fatto? Davvero vale la pena consumarsi le dita per l’ingratitudine? 

il più grande ingorgo autostradale della storia repubblicana

il più grande ingorgo autostradale della storia repubblicana e posso dire: io c’ero.
pescara-bologna in 8 ore e mezza scarse, un esempio di quanto gli italiani siano uniti soprattutto in tempi di crisi. in vacanza tutti insieme sia all’andata, ma soprattutto al ritorno per non rendere le strade meno affollate delle spiagge, per non lasciare all’immaginazione il sapore di un’esperienza collettiva dall’inizio alla fine.  nessun consiglio, nessuna autorità: tutti come uno yo-yo: 2 km a 120 orari e 20 km a 10 all’ora. gli italiani lo fanno meglio: pagare lo stesso tributo a chi collega l’italia ferraglia per ferraglia. ce n’era talmente tanta che si poteva camminarci senza toccare l’asfalto per mezzo stivale.
la stupidità è un’esperienza collettiva. lo scrivente è stupido perché non ha previsto una convergenza massiccia: pioggia e grandine in emilia, vacanzieri in puglia abruzzo marche e romagna, il campionato mondiale a misano. lo scrivente è altresì stupido per non aver previsto che i suoi compatrioti fossero così stupidi e imprevidenti come lui. Sarà l’aria? l’educazione? mai sentito di esuli volontari che si siano mai pentiti. allora è proprio vero: nemo propheta in patria. fin quando non me ne andrò non mi darete retta. E in Cina non se la passano meglio (vedi foto!).

comma 22

«Elezioni anticipate se la maggioranza non è compatta», ha dichiarato il presidente della camera Renato Schifani, riferendosi naturalmente agli umori più o meno sotterranei di alcuni rappresentanti del Pdl. Ma cosa avrà voluto veramente dire?

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«Se voi, membri di questo partito, non voterete compatti lo schifo (sic) di legge che salverà il nostro pater premier dalla galera (poiché sul ddl processo breve (leggi “morto”) sarà messa la fiducia e se la fiducia non ha la maggioranza il governo cade) allora nelle immediate elezioni anticipate – perché non pensateci nemmeno che si possa trovare un’altra maggioranza – Voi, traditori, giuda, fratelli di Giuseppe ecc. non troverete nessuno disposto a ricandidarvi per i secoli dei secoli, perché noi non candidiamo traditori e a sinistra non candidano (almeno dicono) condannati, amici di condannati, ex-amici di condannati
Dov’è il comma 22?
E’ come se Schifani avesse detto: Se votate la legge non cade il governo, ma voi non volete che cada il governo, volete non votare la legge, perché sarebbe da pazzi perdere il posto di deputato o di senatore, no? Se siete tanto pazzi da non voler votare questa legge e perdere comunque il posto in parlamento, sia che cada sia perché non sarete mai più rieletti, allora sarete altrettanto pazzi da votarla! Ma come si fa ad essere pazzi per fare una cosa ed essere altrettanto pazzi per fare l’esatto opposto? Non si può essere pazzi in entrambi i modi, giusto? E allora? Vi devo davvero dire papale papale, paro paro, quello che dovete fare?