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La Chiesa dell’Idiozia Provvidenziale (un manifesto)

La Chiesa dell’Idiozia Provvidenziale predica una verità che tutti tacciono, ma nessuno nega: tutti gli esseri umani sono degli idioti. Per questa ragione la nostra Chiesa non ha  dogmi di nessun tipo: sarebbe troppo complicato comprenderli; di conseguenza non ha regole di nessun genere: sarebbe troppo difficile per chiunque rispettarle.

La Chiesa dell’Idiozia Provvidenziale perdona tutti. Come si fa a non perdonare degli idioti? Come faremmo ad affermare in tutta coscienza e verità che qualcuno abbia sbagliato a fare questo o fare quello quando la grande verità nascosta della specie umana è di essere tutti degli idioti?

Nessuno cercherà di convincere qualcun altro che c’è qualcosa di giusto o di sbagliato, perché questa Chiesa è stata fondata per semplificare la vita dei suoi fedeli, non per complicarla. Hanno provato per millenni a convincere le persone che ce la potevano fare, che potevano capire, che la buona volontà, l’impegno, lo studio, la consapevolezza di sé, il comportamento civile, il rispetto di sé e degli altri, la moralità, il giudizio, la prudenza, la temperanza, il raziocinio, il ragionamento e la beneducazione avrebbero portato loro felicità e soddisfazione, amore e ricchezza.

La Chiesa dell’Idiozia Provvidenziale professa la felicità per tutti gli umani, e  questa meta ambita da ognuno è per tutti a portata di mano, anzi, è già in voi e non lo sapete. La felicità è non capire un cazzo.

La Chiesa dell’Idiozia Provvidenziale è qui per dirti che la felicità è accettare che non è colpa tua, che l’unica cosa da fare è accettare che sei un idiota. Se accetterai questa grande verità, allora capirai che questa è la tua Chiesa.

La Chiesa dell’Idiozia Provvidenziale professa una fede che non ha segreti in cui credere o misteri da scoprire, non ci sono altre verità da affermare.

Entrando nella Chiesa dell’Idiozia Provvidenziale potrai fare a meno di ridere alle battute che non capisci; potrai fare a meno delle regole inutili che esistono solo per far lavorare qualcuno; potrai smettere di seguire l’esempio del virtuoso e del giusto, del grande uomo, del personaggio storico, del poeta e dello scrittore rinomato; potrai liberarti di ogni remora e dichiarare  ogni tuo pensiero perché tutto ti è permesso quando sei un idiota.

Perché vivere una vita di finzione e falsità? Perché non ammettere che nessuno è capace di farne una buona? Perché non ammettere finalmente con liberatoria enfasi che nessuno è davvero nella posizione di giudicarti se ti convinci fideisticamente di essere un idiota?

Affiliati alla Chiesa dell’Idiozia Provvidenziale, sii te stesso, sii idiota fino in fondo.

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Contro le religioni

Tutte le confessioni religiose si dicono contrarie a uno Stato confessionale, organizzano tavoli di confronto, conferenze e dibattiti per ribadire l’importanza e il valore sostanziale della vita umana e dei diritti civili. Allora perché quando si discute se lo Stato italiano debba o meno dotarsi di leggi o strumenti giuridici che permettano di allargare i diritti civili delle persone, tutte le confessioni religiose si preoccupano di organizzare campagne, conferenze e dibattiti contro diritti civili quali il matrimonio omossessuale, l’eutanasia, l’inseminazione artificiale o l’utero in affitto, l’equiparazione della tassazione per le attività commerciali religiose come se questi non avessero un valore sostanziale per lo Stato in cui mancano? La risposta è una sola. Le religioni sono contradditorie. Da millenni la civiltà nel suo più alto significato, per affermarsi ha dovuto combattere  solo contro una cosa: l’oscurantismo religioso e l’autorità della verità rivelata che non avevano altro scopo che il controllo delle masse e l’affermazione del  potere politico. Le religioni hanno causato direttamente e indirettamente la morte delle più grandi menti che siano apparse sulla faccia della Terra: Socrate, Ipazia, Giordano Bruno, Galileo Galilei, Cartesio, Cardano, Campanella, Tommaso Moro, Oscar Wilde, Alan Turing solo per ricordarne alcuni. Personalità che hanno contribuito all’elevazione dell’uomo da semplice macchina termodinamica a essere capace di sconfiggere le malattie, il dolore e l’ignoranza, di portare la cultura umana a un livello visibile e chiaro, materiale e sottoponibile a giudizio, in una parola a rendere l’uomo libero dalla schiavitù dell’altro uomo e non soggiogabile né alle parole, né alle credenze di altri solo perché sono o sarebbero della maggioranza.

A questo punto mi domando se una società che vuole affrontare coerentemente con i suoi cosiddetti valori le sfide del suo tempo, non debba allargare i suoi diritti subito e senza remore, altrimenti quelle che sembrano apparire solo come delle resistenze psicologiche e incomprensibili di poche sacche di oscurantismo all’interno della nostra società, possono invece diventare la preparazione del terreno ideale per uno Stato confessionale e terroristico che non deve far altro che arrivare e bussare alla porta giusta. Non c’è scritto nella Bibbia “chiedi e ti sarà dato”?

a cosa serve una sentinella

Foto dalla pagina facebook di TPO - Bologna

Foto dalla pagina facebook di TPO – Bologna

prefazione evoluzionistica

L’omosessualità è una varietà sessuale delle specie appartenenti alla classe dei mammiferi. La riproduzione sessuale permette una grande capacità di adattamento ed ha avuto una certa fortuna evolutiva, perché è al contempo stabile e varia, ovvero i figli assomigliano ai genitori, ma sono anche molto diversi perché posseggono metà del patrimonio genetico di ognuno di loro. La stabilità è necessaria per mantenere un certo tipo di sopravvivenza, la varietà è altrettanto necessaria per superare le sfide adattative dell’ambiente. L’omosessualità è una varietà sessuale necessaria alla stabilizzazione cromosomica che tende (finora) a generare metà maschi e metà femmine. Cosa succederebbe se cominciassero a nascere solo femmine o solo maschi? Una specie della classe dei mammiferi scomparirebbe in poche generazioni, dunque ha prevalso all’adattamento del nostro corredo genetico la generazione di un certo numero di individui che possano riprodursi indistintamente con entrambi i generi per evitare l’estinzione.
Paradossalmente l’omofobia ha permesso agli omosessuali di trasmettere i loro geni a molti più discendenti di quanti ne avrebbero avuti se fossero stati liberi di vivere la loro sessualità con esseri umani omosessuali, in quanto sono stati costretti dai costumi a sposare eterosessuali (e a riprodursi) per convenienza sociale.
Naturalmente credere che la discriminazione abbia contribuito ad aumentare gli omosessuali o che la totale assenza di discriminazioni prima o poi elimini l’omosessualità è un’idiozia. Sarà la natura a decidere quale varietà prevarrà o quali varietà continueranno a sopravvivere, e non sono problemi che incontreremo a breve, in quanto l’evoluzione si spiega soltanto attraverso le ere, e non si vedranno cambiamenti significativi attraverso le epoche.

L’unico consiglio che mi sento di dare agli omofobi è di guardarsi intorno e osservare ciò che loro stessi chiamano “natura”: parlando dell’ambiente al di fuori delle loro teste dovrebbero come minimo rimanere stupiti dell’enormità di specie e di varietà che la “natura” dispone, e dunque rendersi conto che, se è la salvaguardia dei giovani individui della specie Homo sapiens che hanno a cuore, allora dovrebbero rallegrarsi che un numero maggiore di coppie siano disposte e disponibili a crescere orfani (che comunque sono figli di coppie etero, e questo non lo nega nessuno), ma soprattutto che la maggior varietà ha permesso alle specie di sopravvivere e di adattarsi, e dunque l’omosessualità è in ogni caso una risorsa naturale, non una deviazione. Inoltre negare un diritto ad una varietà sessuale di aderire ed esprimere il proprio sentimento materno e familiare equivale a distruggere e annichilire un ecosistema, a estinguere una linea di sangue, a pervertire quella straordinaria strada che la natura umana ha iniziato e ha percorso fin dall’inizio della sua comparsa sulla terra e che ha meravigliosamente definito civiltà.

cosa stanno sorvegliando?

cara sentinella, se sei contro l’adozione di un bambino da parte di una coppia omosessuale, allora (almeno) dovresti essere contro :

1) una madre single che ha perso il marito;
2) un padre single che ha perso la moglie;
3) una madre single che vive a casa della madre vedova;
4) un padre single che vive a casa del padre vedovo;

se la tua opinione è che i figli possano essere cresciuti solo da una coppia formata da un padre e da una madre e sei contrario all’adozione di un bambino da parte di una coppia omosessuale , allora dovresti essere anche a favore di obbligare:

1) madri single a sposarsi
2) padri single a sposarsi

e nel peggiore dei casi dovresti essere a favore dell’allontamento dei figli da questo tipo di famiglie.

di contro, se sei convinto che una coppia omosessuale non abbia i requisiti naturali per crescere un bambino, allora dovresti spiegarmi in quali famiglie pensi che siano cresciute le persone omosessuali, le quali, visto che ancora non possono adottare devono essere cresciute in famiglie formate da coppie etero;

dunque la domanda che ti faccio è: se una coppia omosessuale dovesse (o potesse) influenzare la sessualità di un figlio, questo dovrebbe essere vero anche per le coppie etero, allora come è possibile che coppie etero abbiano avuto figli omosessuali?

l’unica cosa a cui servono le sentinelle è proteggere cose o persone e nessuno sta mettendo in pericolo niente, dunque le sentinelle sono inutili.

Cinque milioni di dollari

Nell’articolo di Repubblica “Cinque milioni di dollari per studiare l’immortalità” si racconta che al filosofo John Martin Fischer è stata finanziata una ricerca sul significato e i perché dell’immaginario sull’immortalità e la vita oltre la morte. Le domande a cui il filosofo dovrà rispondere sono queste: 1) se e in quale forma le persone sopravvivono, o possono sopravvivere, alla morte del corpo; 2) quanto credere nell’immortalità influenza il carattere, gli atteggiamenti e le credenze di uomini e donne; 3) perché la gente è portata a credere a una vita ultraterrena; 4) se è o meno irrazionale desiderare l’immortalità.
Proverò a fare la stessa cosa gratis, senza organizzare convegni miliardari, senza essere influenzato da chi ha finanziato la ricerca e soprattutto senza pensarci tanto su, perché il vero problema che attanaglia l’umanità è l’utilizzo strumentale del pensiero.
1) Se e in quale forma le persone sopravvivono, o possono sopravvivere, alla morte del corpo. Risposta: voi conoscete di persona, per sentito dire, perché qualcuno dei vostri conoscenti l’abbia conosciuto, qualcuno che è tornato in vita dopo essere stato dichiarato clinicamente morto? Io no, dunque la risposta a questa domanda è che le persone non possono sopravvivere alla morte del corpo. Se così fosse e gli spiriti esistessero molti di noi avrebbero a che fare con gli spiriti di molti morti, soprattutto degli spiriti dei morti famosi, i quali non si accontenterebbero della fama terrena ma continuerebbero molto volentieri a perpetuarla dopo la morte. Per esempio, se ci fosse una vita dopo la morte, Mike Bongiorno avrebbe partecipato, anche se in puro spirito, a tutte le interrogazioni scolastiche degli ultimi anni come presentatore e mediatore tra gli insegnanti e gli alunni, a tutti i quiz radiofonici e televisivi come ospite illustre ecc.. Io non ho mai sentito dire che qualcuno ha mai sentito dire “Allegria!” se non in una registrazione televisiva.
2) quanto credere nell’immortalità influenza il carattere, gli atteggiamenti e le credenze di uomini e donne. Risposta: è davvero incredibile come tutti gli uomini in più alto grado delle gerarchie ecclesiastiche e religiose delle maggiori religioni sulla faccia della terra (esclusa la buddista) facciano a gara ad accaparrarsi potere politico (vedi l’Iran, il Vaticano, lo Stato d’Israele) invece di pregare e sacrificarsi come coloro ai quali chiedono di farlo. I credenti, infatti, sono stati educati a credere nelle religioni suddette e fanno tutto quello che viene chiesto loro dai rappresentanti delle religioni. Quindi la risposta è sì, credere nell’immortalità influenza il carattere di uomini e donne (li spinge ad aver paura della morte, li porta a temere che lottare per una vita migliore possa escluderli dalla vita eterna), e influenza soprattutto gli atteggiamenti e le credenze dei capi delle religioni, i quali, in modo oltremodo terreno fanno credere a tutti i loro seguaci che la vita celeste esista.
3) perché la gente è portata a credere ad una vita ultraterrena. Risposta: perché se, con falsa coscienza, un eminente filosofo o un eminente personaggio o rappresentante di una religione, dicesse chiaramente una volta per tutte che la vita ultraterrena è solo un desiderio o un sogno, gli eminenti di cui sopra non avrebbero lo stesso potere terreno di cui alla risposta 2) e l’eminente filosofo non avrebbe ricevuto cinque milioni di dollari per rispondere a questa domanda.
4) se è irrazionale o meno desiderare l’immortalità. Risposta: ma certo che desiderare l’immortalità è razionale, è crederci ad essere irrazionale.

gli italiani credono che

la maggior parte degli italiani crede che “un essere invisibile nel cielo controlli le sue azioni sorvegliandolo 24 ore su 24″*; crede che una donna dopo essere rimasta incinta e anche dopo aver partorito sia ancora vergine; crede che le verità scientifiche siano solo ipotesi e non abbiano il valore di prova; crede che le libertà civili, politiche e (almeno sulla carta) la parità tra i generi, le razze e le religioni abbiano delle radici cristiane e non invece provengano dal sangue e dalle lotte di giacobini, anarchici, comunisti, socialisti, liberali e sì, qualche cattolico; crede che ci sia una vita dopo la morte nonostante nessuno ne sappia niente e nessuno abbia mai conosciuto un morto che sia tornato indietro a raccontarcelo; crede che l’educazione cattolica sia una buona cosa, anzi, forse sia pari o migliore di un’educazione civile e pubblica, ma intanto: onesti lavoratori pagano per la cosiddetta educazione dei propri figli e preti e suore non pagano l’ICI sulle immense strutture che hanno a disposizione (ultimamente contro il dettato costituzionale vengono anche finanziate in parte università private di stampo cattolico nonostante i tagli alla scuola pubblica della legge Gelmini).
Procediamo a questo punto con le domande: la maggior parte degli italiani crede che sia grazie all’insegnamento e alla dottrina cattolica e a tutto il conseguente comportamento all’interno delle società civili che esistano gli aerei, la medicina moderna, la tecnologia e i computer (Alan Turing, il primo matematico a pensare alla realizzazione di un moderno calcolatore era omosessuale, fu condannato dalla legge inglese che negli anni ’50 considerava questo orientamento sessuale un reato e alla fine si suicidò… vi ricorda qualcosa?) e qualsivoglia altro sistema di telecomunicazione? Un vero cattolico nemmeno dovrebbe utilizzarlo un computer, a causa dell’ostracismo verso la scienza che la Chiesa ha sempre dimostrato e tutt’ora professa e propaganda.
E la maggior parte degli italiani le tanto ostentate radici cristiane dell’Europa dove le vede se la maggior parte degli intrighi politici, sociali e religiosi sono stati sempre avallati e mai condannati da prelati, cardinali e papi in tutte le epoche della loro storia?
E quand’anche credessero che non tutti i credenti siano così, ma che molti sono virtuosi, buoni e degni di rispetto, ebbene esistono ed esisteranno di sicuro, non lo nego, ma la loro statura di uomini degni di rispetto è in primo luogo dovuta alla loro adesione a dei principi comuni e condivisi basati sulla realtà o esclusivamente ai loro valori cattolici? Nella dottrina e nel catechismo non c’è una, dico una, qualsivoglia regola, insegnamento o esempio di libero vivere civile, libertà di parola, lezione sulla vita sessuale, sui diritti civili o sulle altre libertà sancite dalla costituzione italiana.
E se credono, la maggior parte degli italiani, che queste sono cose di cui la religione non si occupa allora vedete bene di non occuparvene davvero, come quando il vostro Papa riesce a far cambiare agenda politica ad un governo o si sente esclamare che le unioni civili sono un’istituto contro il matrimonio. In questo caso il vostro caro Papa sa una cosa che si guarda bene dal farvi notare: il matrimonio è contro natura. Per questo ha paura che una legge che permetta di evitarlo renderebbe evidente questo fatto e renderebbe il matrimonio inutile, ovvero le persone si renderebbero ragionevolmente conto che il matrimonio non è basato che su di uno squallido contratto e non su una decisione volontaria di due persone (del sesso che gli pare). Credete davvero che la Chiesa difenda un ensemble di valori che costituiscano la libertà di scelta all’autodeterminazione dell’individuo? Senza clienti i cari prelati dovrebbero andare a lavorare…
Abbiamo visto quali e quante (più o meno) sono le verità a cui la maggior parte degli italiani credono. Ora, se credono a tutto quello che ai più con sale in zucca dovrebbero sembrare cose abbastanza fantastiche (se al posto del vangelo raccontaste a un futuro cattolico Il signore degli anelli con la giusta enfasi, quello lo prenderebbe per vero…) come fanno a non credere che un settantenne miliardario capo del governo, lasciato dalla moglie, sia talmente buono che mentre cerca di aiutare gli italiani a cavarsela dalle difficoltà di una crisi economica globale non abbia trovato il tempo di aiutare delle povere giovani messe in ginocchio dalla crisi e che proprio a causa di questa sua innata bontà venga perseguitato dai magistrati milanesi e da una non meglio precisata combriccola di persone che ha deciso di sovvertire il voto democratico utilizzando altre armi?
Tutto questo ha una sola fottuta soluzione, purtroppo immaginaria: tornare alla realtà. Incredibile, no?
* G. Carlin

il disegno intelligente

“L’universo non è il risultato del caso come alcuni vogliono farci credere” ha dichiarato qualche giorno fa il Papa, poichè “contemplandolo siamo invitati a leggervi qualcosa di profondo: la sapienza del Creatore, l’inesauribile fantasia di Dio, il suo infinito amore per noi”. La conclusione, apparentemente positiva nei confronti delle teorie scientifiche è che solo la spiegazione religiosa riesce a “spiegare il senso ultimo della realtà”. 
Dal momento che queste dichiarazioni possono sembrare a prima vista ragionevoli, voglio ragionare sulla religione, anzi, sulle religioni, perché la ragione è di tutti gli uomini, mentre le religioni no, quindi anche se l’ateismo i credenti cercano di farlo passare per un credo fideistico, cercherò di mostrare perché sono ateo e non riesco a credere che ci siano persone che credono e che ascoltando simili parole del Papa subito dopo non smettano di credere.
Le religioni innanzi tutto sono talmente ragionevoli che per convincere le persone a credere si racconta loro che se ci credi allora sei buono, se non ci credi sei già di per questo cattivo, ma in più vai all’inferno e rischi di portarci anche tutta la tua famiglia se non vai particolarmente a genio al principale. E quanto sono ragionevoli le religioni è dimostrato dal fatto che non è assolutamente necessario che mi metta a spiegare cosa è l’inferno perché tutti lo sappiamo, infatti ce lo raccontano fin dall’infanzia e danno un sacco di spazio a persone che ne parlino anche in televisione, quando invece a nove anni, al posto di farsi la prima colazione con il corpo di cristo uno vuole sapere qualcosa sulla teoria degli equilibri punteggiati.
Ma guardiamo il mondo con gli occhi di queste autorità religiose: è un disegno intelligente, qualcuno l’ha pensato dall’inizio alla fine e il semplice fatto che questo qualcuno è buono, infinito e onnipotente lo rende intelligente, ma talmente intelligente che:
era previsto che sarebbero state create un certo numero di religioni che in generale insegnano la stessa balla del disegno intelligente ma ognuna insegna in particolare una versione diversa della balla, per cui si creano dei tali dissidi sulla stessa cosa leggermente diversa per ognuna che si arriva al punto che dei credenti dell’una mettono bombe a quelli dell’altra. Allora era previsto che intelligentemente si chiedesse tutti insieme la libertà religiosa, poiché ogni religione crede di essere nel vero e quindi non è bello dire a quelli delle altre religioni che stanno sbagliando, è peccato, per cui almeno lasciamogli la libertà di sbagliare. Ma era previsto anche ci sarebbero stati gli atei a cui non passa nemmeno per l’anticamera del cervello di mettere una bomba a nessuno e che solo non sono contro la libertà religiosa, poiché ognuno si sceglie l’hobby che preferisce, ma sono anche a favore della libertà scientifica, la libertà civile e quella politica. Evidentemente era anche previsto che per poter praticare queste ultime libertà devo stare attento alla sensibilità dei credenti, non posso opinare in nessun modo quello che questi simpaticoni intelligenti credono, né  posso mostrare i loro pregiudizi nei confronti delle suddette libertà, né le contraddizioni di chi crede che il suo sia il vero Dio mentre gli altri che credono in un altro vero Dio non credono nel vero Dio.
Non parliamo poi delle bestemmie! Per un credente sono un’offesa, per un linguista magari soltanto un ossimoro, e non credo che il loro latore sia interessato a definire gli attributi della divinità ma sta solo cercando il modo di sforgarsi e della metafisica se ne fotte altamente. Se sono ateo non ho altresì nessun interesse a bestemmiare e non mi viene proprio in mente una bestemmia quando devo sfogarmi di qualcosa poiché per esempio le parole “porco” e “Dio”, dette in successione, per me non hanno proprio significato.
Allora in questo disegno intelligente era previsto che sorgesse qualcuno che facesse notare ai credenti che se si offendono così tanto a sentire quelle due paroline in successione, forse anche a loro è venuto il dubbio che questo Dio, buono buono e giusto giusto a ben vedere in che razza di mondo viviamo forse potrebbe appartenere, almeno in via ipotetica più alla genia dei porci che a quella degli dèi, ma solo perché per abitudine metaforica ai suini non viene attribuita né una grossa pulizia né per analogia una condotta impeccabile.
A cosa serve dichiarare che il mondo è frutto di un disegno intelligente se la maggior parte delle religioni è in una certa percentuale formata da cretini? Almeno gli atei, che per la maggior parte si ritengono intelligenti, non insistono sulle cause della loro intelligenza, poiché fanno ricadere la responsabilità delle proprie azioni sul proprio capo (in senso figurato), non su quella di un’ipotetica divinità. Infatti la divinità è solo un’ipotesi e nemmeno una delle più plausibili, anzi è una delle più improbabili sotto tutti i punti di vista. Sul mondo si dovrebbero fare dichiarazioni che abbiano almeno un certo grado di certezza e non fidarsi del proprio intuito o della propria intelligenza. Fino a quando si crederanno a delle storie solo per fede o perché qualcuno si arroga il diritto di definirsi autorevole su un certo argomento non saremo liberi di esprimere le nostre opinioni, nè avremo la capacità di sentirci liberi. Io sono per la libertà religiosa, mai nella vita mi sottrarrò a difendere la libertà di culto degli uomini, ma gli uomini di culto devono difendere anche la mia libertà scientifica, altrimenti non potrò esimermi dal definirli integralisti e dogmatici.

la reputazione di Onan

Con questo articolo voglio ristabilire la reputazione di Onan. L’onanismo è il peccato di spargere il seme maschile perdendo per sempre una chance di fecondazione. Bazzecole per noi post-moderni inventori delle Banche del Seme. Ma Onan è stato un precursone… è sicuramente l’inventore del coitus interruptus e della sua indiretta conseguenza: la prostatite. Ma prima di passare a consigli di natura sessuale voglio ripassare la malafede nei confronti di questo personaggio biblico.
All’epoca dei fatti Onan era scapolo. Aveva passato i quarant’anni e non si era ancora sposato. Il fratello maggiore Er, invece, pieno di giudizio, aveva preso moglie secondo le usanze. Quando si ha giudizio non si è sempre nella grazia del signore, le sue vie sono infinite e imperscrutabili: il fratello di Onan muore per la maggior gloria del signore senza lasciare eredi e Tamar, la moglie, nemmeno lontamente gravida. Per chi non ha giudizio, dicevamo, come Onan, è una tragedia. Essendo scapolo è costretto dalla legge ad accoppiarsi con la cognata (dopo averla sposata)  per “assegnare una discendenza” al fratello morto. Un obbligo insopportabile! Un sopruso contro il suo nome e soprattutto contro il suo seme. Perché, deve essersi domandato Onan, il frutto del mio seme deve essere di mio fratello? Siamo di fronte ad un’obiezione di coscienza, anche al primo caso di uccello in affitto della storia. Cosa ingegna il caro Onan? Quando sente che il suo seme è lì lì per essere donato alla moglie del fratello estrae la spada dal fodero spargendo lo sperma sulla terra. Questo non piace a Dio. Punirà Onan, ma non con la cecità.
Qual è la morale della favola? In primo luogo è per il gesto di non destinare il proprio seme all’unico luogo naturalmente destinato ad esso che si è ritenuti peccatori contro l’ordine stabilito da Dio.
In secondo luogo viene coniato il termine onanismo che sta ad indicare l’attività di tutti quelli che si lustrano il piffero con malcelata gioia, facendo perlomeno un grande torto ad Onan, ma non solo.
Una delle domande che possiamo porci è la seguente:
qual è il vero motivo per cui dal gesto di Onan si passa alla masturbazione?
Onan ha trovato il modo (seppur non molto piacevole per i suoi effetti collaterali) per fare sesso ed evitare una gravidanza! Per noi post-moderni che destiniamo il nostro seme a bustine e contenitori di lattice, spermicidi chimici e ormonali (e presto ben altre sorprese!) questo modo è oltremodo demodè. Ma chi nella propria vita non è mai stato un onanista (in una o nell’altra delle accezioni)?
Un’altra osservazione che possiamo fare è questa: era così complicato spiegare il peccato di Onan ai ragazzini nei confessionali che si è preferito passare ad una semplificazione essenziale. Si sa che la Trinità è già complicata di per sé. Dunque era molto più sbrigativo un perentorio “non toccarti sennò diventi cieco” ad un certamente più impegnativo discorso di questo tenore. Non praticare il coito (o la prossimità genitale) con donna che non sia tua moglie (e nemmeno con la moglie di un altro) con la quale dovrai comunque finire il rapporto con il tuo organo genitale all’interno dell’organo genitale della tua sposa affinché ci sia concepimento: il piacere è un biasimevole effetto caduco del più grande piacere che avrai ad arricchire la famiglia del signore…
Vi faccio notare le spregiudicate e irrazionali considerazioni della teologia cattolica e della morale nel negare le più semplici istanze del corpo umano pur di rimanere nel solco di individui vissuti nel deserto migliaia di anni fa, i quali, per convincere i membri più selvaggi della loro tribù a comportamenti meno che animali, facevano ricorso ad argomenti metafisici per ricondurre quegli stessi insegnamenti ad un’origine men che meno soprannaturale.
Masturbarsi è peccato perché si sparge il seme e il seme non è tuo, ma è di Dio. Fare sesso per piacere è sbagliato perché il sesso è solo una pratica riproduttiva, quindi evitare una gravidanza è peccato anche in un modo grossolano come quello di Onan (con il 70% di probabilità di scamparla contro il 99,99% della pillosa, solo per fare un esempio). Ma in realtà non è così. Quello che si vuole a tutti i costi nascondere è il piacere. Nascondendo e vietando il piacere in tutte le sue forme, il suo potere liberatorio viene a mancare, quindi tutte le implicazioni politiche e sociali di questa libera scoperta del proprio e dell’altrui corpo sono presto dette. La pubblicità non ci incanterebbe con i suoi culi e le sue tette, facendoci sentire in colpa quando ci cola la bava dalla bocca davanti ad un manifesto o davanti alla televisione. Ci sentiremmo meno delle merde se invece di ascoltare i consigli di Maria de Filippi ci rotolassimo nel letto con il nostro partner alla scoperta delle molteplici posizioni dell’amore. Non ci sarebbe bisogno di milioni di tonnellate di prodotti di bellezza inutili per raggiungere gli stereotipi del più bello o del più figo, poiché l’amor proprio e la capacità di amare sono il frutto di un impegno e di una perseveranza che nessuno ci insegna. Dovrebbero insegnare tecniche di corteggiamento alle medie, per esempio, invece della storia del cavaliere feudatario che fa le guerre per conquistarsi la bella figlia del re che arriva virtualmente vergine al matrimonio e non vede l’ora di sposarsi perché così si può fare tutti gli uomini della corte, ma non si può dire perché la donna è cortese, quindi ti dice gentilmente di andare a cagare. E potrei fare altri diecimila esempi in cui il sesso castrato da certi insegnamenti continua ogni giorno a provocare le nostre paure e le nostre insicurezze create apposta per controllare la nostra libertà e la nostra capacità di amare. Senza il nostro corpo e la predisposizione sincera e assoluta al piacere e alla socialità, vanno a farsi fottere tutti i principi di uguaglianza e fratellanza. Senza il piacere, le coccole e la libera consapevolezza del proprio essere il proprio corpo, non è possibile creare una repubblica di pace e serenità.
Un’altra cosa è certa.
Se pensavate che nella Bibbia c’era persino uno che si masturbava dovete ricredervi. Le uniche seghe che si sono sono quelle dei falegnami oppure sono pudicamente mentali.